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"strano pregiudizio che valorizza ciecamente la profondità a scapito della superficie, pretendendo che superficiale, significhi non già di vaste dimensioni, , bensì di poca profondità, mentre profondo significa di grande profondità e non di superficie ristretta"
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Patriarcato da bar

Io non mi scandalizzo se il papa, il cardinale Ruini e la chiesa tutta sono contro l'aborto e se lo affermano dai loro pulpiti e dai loro giornali, non mi scandalizza neppure se la Binetti è contro l'aborto, anche se sarebbe meglio che pubblicizzasse la pillola anticoncezionale invece del cilicio, e magari anche la RU486 che agisce quando la vità si è solo incontrata per caso.
I cattolici hanno tutto il diritto di essere contro l'aborto, e di convincere i loro fedeli a non praticarlo, ci mancherebbe che noi laici contestassimo un diritto religioso, un diritto inalienabile di vivere in base alle cose in cui si crede, ma non hanno alcun diritto di essere contro la legge 194, che è legge di stato e di uno stato laico fatta da un parlamento di uno stato laico.
La Binetti non può dirci cosa dobbiamo fare, perché la sua fede, fino a prova contraria non è la nostra Costituzione, al massimo è la sua.
Se poi la Binetti milita in un partito non può svolazzare, con il suo voto e la sua mala-fede, da un partito all'altro. Si dimetta (finalmente), ma si dimetta sul serio non come fanno ogni giorno ridicolmente senatori come Turigliatto (che almeno è uscito dal suo partito) e Franca Rame che poi però rimangono sempre lì, in Parlamento dove noi li abbiamo votati, e dove dovrebbero restare per fare il possibile politicamente (e non l’impossibile), oppure, se non ci riescono, andarsene, ma andarsene veramente dal Parlamento per tornare normali cittadini.
Si dimetta la Binetti e se ne vada, poi alle prossime elezioni si candiderà nel partito di Cristo Re e farà la Paola d’ARCOre se le aggraderà, ma non può votare la mozione di Bondi con il NOSTRO voto. NON PUO’.
I cattolici non possono obbligare, chi cattolico non è, a NON abortire se lo vuole fare, e soprattutto non possono trattare le donne come delle sottosviluppate sotto tutela, l'aborto per una donna non è mai una passeggiata, è sempre e comunque una tragedia, quindi quando viene
fatto è perchè ci sono motivi gravi che portano a farlo. Abortire è sempre una grande rinuncia, per una donna, e non una liberazione e ogni donna lo sa, ma le donne hanno abortito da che mondo è mondo e non è certo la legge a portarle a farlo. La legge DEVE esserci perchè è l'unica cosa che libera la donna dall'aborto clandestino (che sempre è esistito) e soprattutto la libera dai rischi e dai ricatti che nel passato hanno arricchito migliaia di ginecologi (e mammane) che praticavano l'aborto a prezzi esorbitanti e con grossi rischi per la salute. E tale cultura (dell'aborto clandestino) è alla base di moltissimi che a destra oggi vorrebbero abolire una legge legittima e civile. A destra spesso non si riesce a concepire qualcosa che non renda in denaro sonante. Per loro aborto gratis è un ossimoro, e quindi da condannare. Aborto a pagamento … beh è un altro discorso ;-).
La legge 194 non va toccata e neppure ri-toccata, perchè è una di quelle leggi che sono costate sangue e lacrime per ottenerle e che basterebbe pochissimo per perderle e non riaverle mai più.
Ferrara smetta di fare il patriarca da saletta di barbiere, l'amerikano d'accatto, che segue e importa ogni brezza inquinata che da là ci proviene. Semmai propagandi la pillola del giorno dopo che è la più civile e meno traumatica (georgia)
Leggere
- Espresso, Anna Setari, Usciamo dal silenzio, Il paese delle donne (e QUI e QUI), Femministe frastornate.
- Antonella Marrone, «Patriarcato da bar» così è stato splendidamente definito in un appello femminista, il profondo pensiero di Giuliano Ferrara relativo alla "moratoria" sull'aborto, Liberazione,2 gennaio 2008, p. 1 e p. 11.
- C.L. Bondi: «Una mozione per cambiare la 194». l coordinatore di Forza Italia annuncia un'iniziativa parlamentare contro la legge sull'aborto. E' la risposta all'ennesimo crociata lanciata dal cardinale Camillo Ruini, Il Manifesto, 2 gennaio 2008, p. 7
-Aborto/Manconi: Sacrosanta la legge 194 ma anche la RU486, Alice notizie, 1 gennaio
- Bondi plaude alle parole di Ruini. "Una mozione per rivedere la 194", La Repubblica, 1 gennaio 2008.
- Aborto, Bondi si schiera con Ruini, La Stampa, 1 gennaio.
- La sinistra insorge contro i teodem. Duro attacco di Manuela Palermi, Verdi-Pdci "Copre di vergogna e ridicolo la coalizione. Ha una visione talebana della religione". Binetti: "Sulla 194 voterò con Fi", La Repubblica, 2 gennaio 2008.
- Turco: "Sì al dibattito pubblico ma nessuna modifica della 194". Il ministro della Salute: è una legge applicatissima, La Stampa, 2 gennaio
- Aborto, la moratoria scuote la politica. La Binetti scuote l'Unione: «Pronta a votare la mozione di Bondi, La Stampa, 2 gennaio.
- Turco contro Binetti: «La legge 194 va bene così», L'Unità, 2 gennaio.
- La sinistra insorge. Livia turco: «La legge non si tocca». Moratoria sull'aborto, sale lo scontro Binetti scuote l'Unione: «Pronta a votare mozione di Bondi». E Ferrara scrive a Veltroni: «Mi ascolti», Corriere della sera, 2 gennaio
- Linee-Guida a confronto. Aborto: le indicazioni per i casi-limite. In quattro documenti gli orientamenti degli esperti: dall'eutanasia alla rianimazione del feto, Il Corriere della sera, 2 gennaio 2008.
- Da Forza Italia L'ex ministro delle Pari opportunità: da noi libertà di coscienza. Prestigiacomo: quella legge funziona. Solo la donna ha il diritto di decidere. «Se diventa un mezzo di controllo delle nascite allora anch'io dico no. Quella scelta resti sempre un'extrema ratio», Corriere della sera, 3 gennaio 2008 (e QUI).
- Tonini: a ridiscuterla non si bestemmia Progressi medici e Ru 486 sono fatti. Un feto di sei mesi si chiama bambino, il confine con l'infanticidio si sposta sempre più a monte, Il Corriere della sera, 3 gennaio 2008.
- Aborto, ministro Turco: legge 194 "applicatissima" 3 gennaio 2008, reuters.
