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"strano pregiudizio che valorizza ciecamente la profondità a scapito della superficie, pretendendo che superficiale, significhi non già di vaste dimensioni, , bensì di poca profondità, mentre profondo significa di grande profondità e non di superficie ristretta"
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Sono meglio meglio i tacchi alti o i piedi nudi?
E' meglio Bertinotti o Fazio? (il banchiere).
Megliò l'anima o la monnezza? (per chi non potesse leggere il pdf della rassegna può leggere l'articolo di Roberto Saviano QUI)
Perché si deve fare respirazione bocca a bocca ad un feto di 95 giorni e non ad un governo che predicava male ma razzolava bene e che era platealmente assediato dal vaticano?
Ma è vero che Angius corteggia Con-sorte? Ecco il perchè del suo durissimo attacco al PD nel suo discorso alla camera?
E' meglio corteggiare Consorte o darsi alla pazza gioia senza consorti, con feste e donnine che escono dalla torta? (georgia)
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La Chiesa ha agito alla vigilia della crisi come una qualsiasi lobby politica, sia pure extraparlamentare, addirittura extraterritoriale, e con un'intelligenza politica superiore a quella dei partiti in circolazione (curzio maltese)
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Bene, vedo che Curzio Maltese pensa paro paro a me ;-) (geo)
La spallata di Benedetto XVI al governo Prodi
di Curzio Maltese
La vera spallata a Prodi alla fine l'ha data il Vaticano. Era chiaro da tempo che le gerarchie ecclesiastiche erano scese in campo direttamente contro il centrosinistra e per favorire il ritorno di Berlusconi, elargitore di mille favori alla chiesa durante il suo quinquennio a Palazzo Chigi. La Chiesa ha agito alla vigilia della crisi come una qualsiasi lobby politica, sia pure extraparlamentare, addirittura extraterritoriale, e con un'intelligenza politica superiore a quella dei partiti in circolazione.
La spallata della Chiesa al centrosinistra era partita da lontano. Non c'è stata settimana, dalla primavera del 2006, in cui il papa o i vescovi non siano entrati in polemica, più o meno diretta, con l'azione del governo. Ma nell'ultima settimana si è consumato uno spettacolare attacco su più fronti. Ha cominciato Benedetto XVI, in qualità di vescovo della capitale, con l'attacco al Veltroni sindaco sul "degrado di Roma".
Ora, è chiaro che l'uno è "anche" papa e l'altro è, guarda caso, leader del PD. Quanto alla predica del papa sui mali di Roma, dagli "affitti troppo alti" allo scarso attivismo dell'amministrazione locale, bisognerebbe aprire un lungo capitolo. L'Apsa, che gestisce la proprietà ecclesiastiche, è il primo immobiliarista della capitale, con il 22 per cento del patrimonio totale della città: non può fare nulla per calmierare gli affitti? La Chiesa è il primo evasore (legalizzato) delle tasse romane, con l'esenzione dall'Ici, così come il primo beneficiario delle onerose convenzioni private su sanità e scuola. L'elenco dei favori che la città di Roma paga alla Chiesa è infinito, dalle forniture d'acqua ai pass delle automobili per il centro.
Era ben studiato il pretesto della mancata visita alla Sapienza, dove si capiva benissimo che alla Chiesa non interessava la questione in se ma lo sfruttamento del caso. La polemica sulla sicurezza non garantita era strumentale. I predecessori di Benedetto XVI sono andati in visita pastorale in Paesi del Terzo mondo e hanno incontrato folle di milioni di persone, e questo papa ha paura di entrare nell'Università di Roma?
Bisognava trovare il modo di organizzare una manifestazione contro il governo a San Pietro, senza dire che si trattava di politica.
Così è andata e nella folla di san Pietro c'era in prima fila Clemente Mastella, il quale proprio in quell'occasione, per sua ammissione, decide l'uscita dalla maggioranza e la comunica subito non a Prodi ma al cardinal Bertone, segretario di Stato vaticano.
Nello sfascio della politica, la Chiesa ha deciso di scendere in campo, alla riconquista di un ruolo centrale perso dal tramonto della DC. I leader del centrosinistra dovrebbero almeno prenderne atto e studiare qualche contromossa, che non sia il solito inginocchiarsi nella vana speranza di ammansire i vescovi
Il Venerdì di Repubblica 1 febbraio 2008
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E' meglio fare i fisici o i politici? Essere aiutati dall'alto o dal basso?
Ad Enrico Bonatti tutta la mia simpatia, stima e solidarietà. Però sono perfettamente d'accordo con la chiusa del suo pezzo :-))). Più che dall'alto il papa e il preside sono stati aiutati dal basso, da quei polli che hanno amplificato irrazionalmente la vicenda al massimo, confondendo tutto in una grande marmellata ideologica, e facendo così .... il gioco del papa e dei suoi giannizzeri. Quelli sono politici da 2000 anni, e c'è chi crede di poter lottare contro di loro con armi spuntate e ossessioni, boh (goergia)
Sono uno dei sessantasette !!!
Enrico Bonatti*
Sono un "Cattivo Maestro" (me lo dice il Rettore della Sapienza); "un Cretino" (me lo dice M. Cacciari su Repubblica 17 gennaio), un liberticida, un oscurantista, un illiberale... L'ex ministro Gasparri chiede la mia espulsione dall'Università. Sono stigmatizzato pubblicamente dal Presidente della Repubblica Napolitano, dal Presidente del Consiglio Prodi, dai capi dell'opposizione Berlusconi, Fini e Casini, dal Ministro dell'Università Mussi, dal leader del Partito democratico Veltroni, dai direttori dei maggiori quotidiani italiani di destra, centro e sinistra, incluso Ezio Mauro (Repubblica, 15 gennaio); da tutti i Telegiornali, (in maniera particolarmente virulenta da quelli di RAI 1 e RAI 2 del 15 gennaio sera); naturalmente da Giuliano Ferrara.. Perché?
Cosa ho fatto?
Sono uno dei 67!!!
Mesi fa (novembre 07) un collega alla Sapienza mi mostra il testo di una lettera al Rettore di un gruppo di fisici, dove si definisce inopportuna l'idea di invitare Papa Benedetto XVI a tenere la "Lectio magistralis" per l'inaugurazione dell'Anno Accademico due mesi dopo. Firmo la lettera.
Perché la firmo? Non sono credente, ma non sono ateo. Sono in generale sorpreso che, davanti al grande mistero della nostra esistenza su questo Pianeta ed in questo Universo, molti siano così sicuri di avere le risposte, di possedere la verità. Mi sembra sia questo un segno di grande presunzione intellettuale. Ma, finchè queste "verità" non sono imposte agli altri, dico, "Let it be!.. come nella famosa canzone dei Beatles. Non mi sognerei mai quindi di dire che il Papa non ha il pieno diritto di parlare. Questo diritto mi sembra lo eserciti di continuo. Talvolta mi trovo anche ad essere d'accordo con le sue parole: ad esempio, quando recentemente ha criticato il ruolo dominante dell'economica capitalistica globalizzata.
Allora, perché ho firmato? Principalmente perché l'idea del Rettore mi è sembrata fosse indice di un forte conformismo e di una desolante mancanza di immaginazione. Infatti la voce del Papa la sentiamo di continuo, la sua presenza ai telegiornali è costante, le sue esternazioni ed i suoi scritti hanno ampia eco, il suo pensiero è ben noto. Pensavo che gli studenti e docenti cattolici avrebbero accolto il Papa festosamente, come Vicario di Cristo e Capo del Cattolicesimo; ma per questo hanno a Roma infinite occasioni, e l'inaugurazione dell'Anno Accademico non è la sede più adatta per una manifestazione religiosa.
Gli altri (i non credenti) avrebbero certo ascoltato il Papa con rispetto, ma non avrebbero penso sentito grandi novità, vista appunto la continua e grande risonanza che si da' al pensiero del Papa (infatti il testo che il Papa ha poi inviato alla Sapienza, al di fuori di ogni giudizio, non mi pare sveli granché di nuovo sul Suo pensiero).
Mi è parso insomma che il Rettore volesse invitare il Papa per trasformare l'inaugurazione dell'anno accademico in un mega-evento mediatico. Il Papa può certo venire alla Sapienza per dialogare e per confrontarsi; oppure magari anche per celebrare con i suoi fedeli; non mi pareva però opportuno venisse ad inaugurare l'anno accademico. Tutto qui.Dallo scorso novembre fino ad un paio di settimane fa non ho più sentito nulla sulla famosa lettera: sono stato preso da allora da altre materie.
Qualche giorno prima dell'inaugurazione ho sentito che il Rettore non aveva tenuto in nessun conto la lettera. Poi all'improvviso la lettera, ormai vecchia ed obsoleta, è stata resa pubblica non so da chi: è scoppiata la bagarre mediatica, con l'orgia di mistificazioni, retorica, ipocrisie, opportunismi e falsità, che mi hanno lasciato stupefatto.
Di tutte gli improperi che ci hanno gettato addosso, personalmente mi sento costretto ad accettarne uno: quello di "CRETINI" affibbiatoci da Cacciari. L'Italia è il Paese dei furbi, e chi non è furbo è cretino.
Col senno di poi, vista la conclusione della vicenda, dobbiamo ammettere che i 67 firmatari sono stati poco furbi. Il Rettore ha avuto il suo evento mediatico alla grande. Il Papa ha colto la palla al balzo e, rinunciando all'ultimo momento ad intervenire, ha conquistato l'alone di martire dell'oscurantismo e dell'intolleranza di un gruppetto di scienziati della Sapienza. Una mossa magistrale, un colpo di genio.
Che sia davvero aiutato dall'Alto?
Enrico Bonatti
*Il Bonatti è uno scienziato romano, che insegna a Roma, a Bologna, alla Columbia University, un oceanografo di chiarissima fama, scrive su "Science" ecc...
