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"strano pregiudizio che valorizza ciecamente la profondità a scapito della superficie, pretendendo che superficiale, significhi non già di vaste dimensioni, , bensì di poca profondità, mentre profondo significa di grande profondità e non di superficie ristretta"

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venerdì, 08 febbraio 2008

 
Salone del Libro
Israele o Egitto

logo del salone


Spesso mi sono trovata d’accordo con quanto scrive Carla Benedetti.
Anche
stavolta mi posso trovare pienamente in sintonia.
Si parla tanto del
salone del libro di Torino e della scelta, nei sessanta anni dalla fondazione dello Stato di Israele, di invitare, come stato ospite, proprio Israele.
Sull’invito fatto a Israele io sono d’accordo, e sono pure d’accordo che venga invitata appunto come Stato, visto che sempre così accade e che non sarebbe possibile fare un’eccezione. Chi propone un invito ai soli scrittori fa un escamotage e che puzza veramente un po’ troppo di furbata.
Considerando poi che se si dovessero invitare solo gli stati puri e senza macchia il salone non avrebbe mai ospiti, e forse neppure libri degli italiani.
La purezza, naturalmente non fa mai parte della letteratura, pretenderla da qualcuno è una forma di sotterranea censura. Detto questo sono profondamente contraria che si inviti uno Stato in occasione di una sua ricorrenza nazionalistica (come platealmente accade stavolta). Per invitare Israele quest’anno, e proprio quest’anno, è poi stato addirittura posposto al prossimo anno l’invito,
sembra da tempo deciso
, all’Egitto.
La presenza di Israele in una importante fiera letteraria poteva essere occasione di inviti anche a molti scrittori palestinesi (soprattutto quelli nati nel territorio dove oggi sorge lo stato di Israele), sia scrittori in lingua araba, cittadini israeliani, che scrittori esuli all'estero, come il poeta Mamud Darwish, che appartengono a pieno diritto, se di cultura e letteratura si parla, anche alla cultura dello Stato di Israele. Poteva essere un’occasione unica, ma certo non si può chiedere ad intellettuali palestinesi di venire a celebrare un evento che se per Israele, e per i suoi scrittori, è motivo di orgoglio, per i palestinesi e per i loro scrittori è motivo di disperazione, evento che loro chiamano nakbah, catastrofe.

Fuori da questa data simbolica questo incontro avrebbe invece potuto essere una realtà stimolante per tutti.

Poteva succedere. Magari anche facendo un appello, noi della rete, agli organizzatori della fiera, un appello che sarebbe stato più libero intellettualmente di quello che invece circola ora e che appare, purtroppo, assai conformista e affrettato. La libertà culturale non può essere esaltata (magari dietro consigli di ambasciate e ministeri) in date che, se da una parte hanno dato uno Stato a un popolo, dall'altra, ne hanno privato un’altro popolo.
Anche ad essere cinico e realista un intellettuale che si definisce libero non può essere insensibile ad avvenimenti di tale portata.

Anche Nazione indiana pubblica l’appello che riceve una caterva di aderisco acritici.
Nazione indiana ha poi pubblicato altri post: 
-
Fiera del libro, dietro le quinte c’è la Palestina, articolo di Stefa no Sarfati Nahmad, apparso su il Manifesto il 19 gennaio 2008.
-
Domande scomode di Andrea Inglese dove viene anche segnalata l’intervista al poeta israeliano Aharon Shabtai (Manifesto 5 febbraio)
-
Alcune ragioni per non firmare gli appelli di Giorgio Manganelli.
-
Perché ho firmato l’appello,
 di Gianni Biondillo.
- Vengo anch’io? No, tu no,
di marco Rovelli che ha scritto anche nel suo blog 
-
A cui risponde Lorenzo Galbiati che pubblica la lettera di Isabella Camera d'Afflitto.
Lorenzo ha fatto svariati post sull'argomento nel suo blog.
- La lettera Isabella Camera d'Afflitto è stata postata inizialmente da Lia, di haramlik, che per tempo aveva dato la notizia della sostituzione dell’Egitto con Israele, proprio per via della ricorrenza nazionalista. Leggere QUI. E soprattutto il documento donclusivo, datato 4 febbraio 2007, della Fiera del libro del Cairo dove è scritto che :
E ancora, su questa scia, un altro importante accordo quello siglato proprio in questi giorni al Cairo da Rolando Picchioni, segretario generale della Fondazione per il Libro la Musica e la Cultura per avere l’Egitto come ospite d’onore alla Fiera del Libro di Torino nel 2008.
Leggere sempre Lia QUI dove spiegava benissimo con documenti e link. Postando anche molti link utili fra cui la protesta degli scrittori arabi e dove dava la notizia dell’esclusione dell’Egitto dal salone. E' un post del 
29 gennaio  2008 ore 14:24, quindi abbastanza in tempo perché i veloci aderitori dell’appello evitassero almeno di scrivere “solidarietà senza riserve” con una incredibile sequela di aderisco che sono piovuti sulla rete, e anche sui giornali, senza un minimo di ragionamento che rendesse almeno chiaro cosa signficasse quel loro senza riserve. Non c’è niente di peggio per un intellettuale che aderire senza riserve a qualcosa, se le riserve sono d’obbligo, e soprattutto se non ci si è neppure presa la briga di esaminarle.
Vi posto l'articolo di Carla Benedetti (georgia)

Perché non ho firmato l'appello per la Fiera del libro
Carla Benedetti

Penso anch'io che la cultura ebraica sia importante e che sia tutt'altra cosa dall'attuale politica del governo d'Israele. Credo anche che la Fiera del libro di Torino abbia il diritto di invitare Israele come paese ospite. Ma pur condividendo queste cose che sono scritte nell'appello pubblicato contemporaneamente qui
 e su altri blog, mi è stato impossibile firmarlo. 
Provo a spiegarne le ragioni sperando possano servire da  spunto di riflessione su quanto siano nocive le semplificazioni.
Il problema sta per me sta solo nel testo dell'appello, nel come è formulato.  
1. E' troppo generico, nel senso che glissa su alcuni punti, e proprio su quelli più difficili da toccare. 
2. Semplifica e parodizza le ragioni dei "boicottatori", e getta implicitamente su di loro il sospetto di "antisemitismo". 
3. Trasforma una questione  particolare in una questione di principio talmente generale da permettere a tutti di essere d'accordo senza entrare nel "merito doloroso" della questione.
Spiego punto per punto cosa intendo.
Su cosa glissa il testo dell'appello? Per esempio sul fatto che il 2008 è il sessantesimo anniversario dello stato d'Israele, e che pe questo la scelta degli organizzatori della Fiera di Torino è potuta apparire ad alcuni  come un appoggio indiretto al governo israeliano, e non semplicemente come un omaggio alla cultura ebraica. Probabilmente questa è una valutazione sbagliata, ma perché allora non parlarne nel testo dell'appello, mostrando una maggiore consapevolezza delle ragioni della controparte?
Tanto più che circola la notizia, non so quanto fondata (ma mi sarebbe piaciuto che chi ha proposto l'appello la smentisse, se non era vera) che inizialmente doveva essere l'Egitto  il paese ospite, ma che poi la direzione della Fiera avrebbe cambiato idea. Forse sotto pressione di Israele? - sospettano i boicottatori. Forse perché l'evento si sarebbe così inserito in un festeggiamento internazionale, godendo di una maggiore eco, e quindi anche di maggiori finanziamenti? Non lo sappiamo, e forse non è nemmeno importante saperlo. Però questo è ciò che pensano i "boicottatori", ciò che li spinge a sostenere che la scelta degli organizzatori della Fiera sia ingiusta o quanto meno politicamente inopportuna. Quindi da un appello in favore degli organizzatori della Fiera io mi aspetto, per poterlo firmare, che mi chiarisca questi punti in modo da convincermi razionalmente. Altrimenti a cosa fa appello? Solo a un principio?, che è talmente giusto che non c'è nemmeno da discutere? 
Come dicevo, mi pare che il testo dell'appello semplifichi e  parodizzi le ragioni dei "boicottatori". Infatti non nomina, neppure per smentirli, i loro argomenti. Questo è forse il vuoto più grave dell'appello, perché in questo modo lascia a chi legge la "libertà" di attribuire loro i peggiori pregiudizi, ivi compreso un antisemitismo strisciante, inconsapevole. Lo scrittore Beppe Sebaste, uno dei firmatari dell'appello, ha infatti esplicitato il sospetto, che nell'appello restava invece solo implicito: "Penso con estrema amarezza che l'antisemitismo sia cresciuto con gli stessi luoghi comuni di sempre all'interno della sinistra, e mi amareggia sconfinatamene".
Ma non è possibile che qualcuno ritenga politicamente inopportuna la scelta di Israele come paese ospite proprio nel sessantesimo anniversario della sua nascita, temere che essa rischi di celebrare indirettamente il governo di Israele e la sua agghiacciante politica di guerra, senza per questo essere antisemita? E' possibile sposare una posizione del genere senza avere in sé neanche una briciola di antisemitismo? Se pensate che sia possibile, provate a immaginare quanto possa essere insultante il pensiero che il testo dell'appello non fa nulla per impedire, e che uno dei suoi firmatari esplicita!
Io ho sempre pensato che le semplificazioni siano nocive. E che a volte vengano anche fatte ad arte per mettere a tacere altri modi di pensare e di immaginare vie alternative all'esistente.  E che in genere esse funzionino come un ricatto. Lo si è visto tante volte. Ricordo che all'indomani dell'11 settembre un ministro israeliano dichiarò che bisognava fare nel mondo un'opera di divisione, come nei ristoranti dove ci sono stanze per fumatori e per non fumatori, così bisognava chiedere a ogni stato di schierarsi: o contro il terrorismo, o a favore. So bene che la vicenda di cui stiamo parlando è tutt'altra cosa, ma lo schema mentale che la sottende non è poi tanto diverso. Ciò che il testo dell'appello rischia di suggerire, per troppa genericità,  è appunto un aut aut di questo tipo.  O sei con l'organizzazione della Fiera di Torino oppure sei antisemita. O canti in questo coro oppure vai a unire la tua voce a quell'altro coro. 
Io sono convinta che l'appello sia stato scritto con le migliori intenzioni. Si sente che è dettato dalla spontaneità e da una giusta indignazione. Però non posso firmarlo finché resta così generico da assomigliare a una stanza per non fumatori, dove tutti si possono trovare bene pur evitando di interrogarsi troppo sulle ragioni di una tragedia che dura da decenni:  evitando soprattutto di inventare qualcosa di diverso da una semplice celebrazione, che faccia davvero pesare la cultura ebraica in direzione di una fratellanza, di una rigenerazione dei tessuti lacerati, in Israele e in Palestina.
Pubblicato da c.benedetti il 08-02-08 in Il primo amore.

Postato da: georgiamada a 14:21 | link | commenti (111)
libri, letteratura, resistenze, precisazioni, controfiera del libro


Commenti
#1   08 Febbraio 2008 - 15:11
 
Io sono altamente deluso dalle posizioni degli intellettuali italiani, dopo la sudditanza culturale verso il papa alla sapienza, la sudditanza anche su israele a torino, che tristezza...

nella tua rassegna stampa manca il mio post sul mio blog ...;-)
lorenz
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#2   08 Febbraio 2008 - 15:28
 
perchè dici che manca il tuo post? non sei lorenzo galbiati tu?
allora vedrai che ci sono ben due link ;-)
Tu semmai mi sembra che non hai linkato lia per la lettera della d'afflitto, ma ... non facciamo troppo i fiscali ;-)
geo
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#3   08 Febbraio 2008 - 17:00
 
@ lorenz
Cioè in sostanza nella tua logica bisogna discutere solo con persone con cui si è d'accordo e soprattutto pensare tutti la stessa cosa per non essere sudditi. Gli intellettuali che hanno sostenuto il boicottaggio ci sono, Vattimo per esempio, e possono esprimersi. Non so vai a lanciare pomodori a Grossman o a Oz, insultali mi domando solo come mai questi problemi si pongono solo nei confronti di Israele, quando qualche rappresentante della Repubblica islamica viene in Italia a fare il suo show nessuno ha nulla da dire. Evidentemente certa gente sostiene la repressione in Iran nelle università.

@ georgiamada
"Non è così. Lo slittamento al 2009 dell´Egitto, come ripetuto peraltro in varie occasioni, «è dovuto soltanto al fatto - spiegano Picchioni e Ferrero - che l´anno prossimo si terranno alla Reggia di Venaria Reale e a Palazzo Bricherasio alcune grandi esposizioni dedicate agli Egizi. Si è pertanto voluto, con il beneplacito delle autorità egiziane, cogliere l´opportunità di accorpare quegli eventi a Librolandia»."
Su Repubblica 7 febbraio 2008.

N.
utente anonimo

#4   08 Febbraio 2008 - 17:14
 
Può essere anche se non vedo nesso rassicurante :-)
Però sai quando la cosa è stata decisa?
E già che ci sei mi dai il titolo preciso dell'articolo e l'autore che se lo trovo lo linko
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#5   08 Febbraio 2008 - 17:21
 
E' la versione degli organizzatori, può essere vera e decisa in tempi non sospetti, non lo nego, ma mi sa anche di ripiego, perchè rimane il fatto che invitare Israele ad una manifestazione culturale in coincidenza con una celebrazione nazionalista non sia stata la scelta migliore, visto che le polemiche erano prevedibili. A meno che proprio le polemiche si volessero.
Ecco la lettera Al Lingotto si celebra soltanto la cultura di Rolando Picchioni e Ernesto Ferrero, La stampa 5 febbraio 2007
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#6   08 Febbraio 2008 - 17:57
 
@ georgiamada
Le polemiche si limitano ad un ristretto circolo intellettuale e a dei gruppetti estremisti isolati che vogliono imporre le loro idee senza passare per la democrazia. Al limite se fossero ricercate, lanciamoci tutti diretti senza porsi la domanda se è controproduttivo. Perché gli autori del boicotto non hanno proposto un salone del libro alternativo sulla Palestina invece di boicottare la fiera de libro? Se è così importante il pensiero unico, invitare solo israeliani che criticano radicalmente Israele (anche di fatto la sua esistenza) che organizzino qualcosa di alternativo no? Io penso sia meglio dialogare con persone che la pensano diversamente. E poi sinceramente non mi piace questa maniera di processare scrittori come Oz, Grossman come, ma ogni tanto la gente che giudica dal pulpito, fa mai autocritica? Non hanno mai sostenuto, loro, regimi totalitari e sanguinari?
N.
utente anonimo

#7   08 Febbraio 2008 - 18:14
 
@giorgia,
ho scritto quel che ho scritto perchè sono un cazzone, e faccio delle sviste! (raramente, di solito, essendo uno che analizza parola per parola, ma con te è già la seconda volta...tra un po' penserai che non leggo i tuoi post!)

quindi ti chiedo di accettare le mie scuse,
ti dico grazie e
tiu faccio i complimenti per il sottolineare il "senza riserve" di quel brutto appello di Montanari.
e ricordo che più che sul mio blog ho detto la mia in molti commenti su nazione indiana.

infine
l'analisi di Benedetti non mi basta e non spiega le ragioni per cui lei aderirebbe se l'appello fosse stato scritto diversamente.

Neanche lei vuole cfr con le ragioni dei boicottatori.
Lorenz
utente anonimo

#8   08 Febbraio 2008 - 18:14
 
gEorgia,
sorry
utente anonimo

#9   08 Febbraio 2008 - 18:18
 
N
c'è poco da dirti, visti i tuoi argomenti e le tue insinuazioni, pensala come vuoi su di me, ma sta di fatto che non mi conosci e che non hai capito nulla di quel che scrivo. e da uno che scrive le cose che scrivi tu, dell'antisemita lo prenderei come un complimento.
lorenz
utente anonimo

#10   08 Febbraio 2008 - 18:29
 
Io non insinuo nulla prendo atto e lo hai ancora dimostrato in quest'ultimo post che le persone che aderiscono al boicottaggio di Israele sono persone che non sono in grado di dialogare con chi la pensa diversamente.

"e da uno che scrive le cose che scrivi tu, dell'antisemita lo prenderei come un complimento. "

Wow che livello, io non so se tu sia antisemita, quello che mi sembra evidente che per come tanti altri i palestinesi sono una scusa e un mezzo per la voglia di radicalismo, ti faccio un altro complimento, tu sei uno dei migliori amici della destra israeliana, tutte queste vostre iniziative maldestre e ipocrite (vedi i dirigenti iraniani che vengono invitati e applauditi) sono miele per loro.
N.
utente anonimo

#11   08 Febbraio 2008 - 18:31
 
Per quanto riguarda l'articolo di Carla Benedetti anche se non condivido tutto è invece una posizione perfettamente comprensibile.
N.
utente anonimo

#12   08 Febbraio 2008 - 18:37
 
N.
leggi qui, la data è gennaio 2007. Premetto che non so quanto siano attendibili le date dei blog (io penso lo siano ma non me ne intendo)
georgia
-----
Egitto, Paese ospite alla Fiera 2008
Buon pomeriggio,
a seguire l'annuncio della partecipazione dell'Egitto alla Fiera del
Libro 2008 come Paese ospite. Grazie, un saluto. c

M. Consuelo Vignarelli · Ufficio Stampa Fiera Internazionale del Libro
T 011.5184268 904 - C 348.2653538 - Email ufficio.stampa@fieralibro.it
E' l'Egitto il Paese ospite della Fiera Internazionale del Libro 2008
Torino, 19 gennaio 2007 - Giunge in Fondazione in questi minuti la
lettera dell'ambasciatore d'Egitto in Italia, Ashraf Rashed, che
annuncia ufficialmente la partecipazione dell'Egitto alla Fiera
Internazionale del Libro 2008 come Paese ospite. La General Egyptian
Book Organization ha così accettato l'invito formulato nei mesi scorsi
dal presidente della Fondazione per il Libro Rolando Picchioni.
La notizia arriva alla vigilia della partenza di Rolando Picchioni ed
Ernesto Ferrero, direttore editoriale della Fiera, per la Fiera del
Libro del Cairo, dove sarà firmato il protocollo d'intesa e saranno
definiti i dettagli della presenza egiziana. Una delegazione
dall'Egitto sarà, poi, ospite della Fiera del Libro 2007, al Lingotto
dal 10 al 14 maggio, per proseguire il lavoro comune.
M. Consuelo Vignarelli · Ufficio Stampa Fiera Internazionale del Libro
T 011.5184268 904 - C 348.2653538 - Email ufficio.stampa@fieralibro.it
www.CorrieredelWeb.it - L’Informazione fuori e dentro la Rete.
Questo post è stato pubblicato il Gennaio 19, 2007 a 4:37 pm ed è
comnicati-stampa
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#13   08 Febbraio 2008 - 18:53
 
@ georgia
Grazie, ma neanche io me ne intendo, comunque potrebbe anche essere vera la tesi delle pressioni di Israele, vedremo, ma le ragioni del boicottagio mi sembrano altre ovvero il rifiuto sempre e comunque di tutto quello che viene da Israele a meno che non si tratti di persone che la pensano nella stessa maniera. Personalmente mi hanno colpito certi articoli di disprezzo letti sul manifesto.
Comunque tienimi aggiornato.
N.
utente anonimo

#14   08 Febbraio 2008 - 19:00
 
Cara Georgia, vorrei segnalarti un intervento (irrilevante) di Alfonso Berardinelli sul "Foglio", a pag. III di oggi a proposito di Ferrara e il Pd e un brano di una relazione di tale Rasy Elisabetta sul "Mattino" di oggi, a pag. 19, dal titolo: "Nei sogni della zingara - Ortese, Morante e la scrittura femminile". Ho comprato anche "Il Mattino" ma se tu riuscissi a copiare dal giornale napoletano mi risparmieresti un lavoraccio e sarei contento. Il pezzo di Rasy non è memorabile e neanche aggiunge nuovi elementi negli studi su Ortese ma si potrebbe postarlo. Grazie.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gdc

#15   08 Febbraio 2008 - 20:23
 
giorgio ho copiato l'articolo su ortese, domani te lo posto, invece niente da fare per berardinelli, il sito del foglio è in ristrutturazione e non ci si può andare, conserva l'articolo.
Hai visto che sul mattino hanno usato un particolare della tua foto, senza segnalare niente?
geo
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#16   08 Febbraio 2008 - 20:32
 
Io credo che l'aver spostato l'Egitto per il 2009 sia un'aggravante, ma non il motivo principale per boicottare. Il motivo principale resta il fatto di aver invitato, o meglio accolto la proposta di Israele di essere ospite d'onore per il suo sessantesimo dalla nascita (lo dice il comunicato ufficiale che Israele ha scelto Torino come vetrina per ecc... : un chiaro atto di propaganda).
E' questo che fa della fiera una manifestazione culturale quanto si vuole ma di carattere politico di parte.
Dovrebbe esser facile da capire ma gli scrittori sono troppo sensibili a... ai libri per potersi dichiarare pronti a boicottare una fiera di libri, anche se questa viene usata come occasione per fare politica di propaganda.
Lorenz
utente anonimo

#17   08 Febbraio 2008 - 20:34
 
Comunque scopro adesso che Tariq Ramadan è dietro il boicottaggio di Israele (ha partecipato l'hanno scorso al salone del libro). Oltre ad essere una delle persone più opportuniste (riesce a farsi invitare ovunque è anche un musulmano molto conservatore. E poi questi sono quelli che fanno gli alternativi con il papa. Vero lorenz?
N.
utente anonimo

#18   08 Febbraio 2008 - 20:52
 
@ Lorenz
Veramente Israele è anche al salone di Parigi, a me non è chiaro come si possa dimostrare che una manifestazione, prima ancora che abbia luogo, diventi un atto di propaganda o politico di parte. Anche per l'Egitto lo sarebbe visto che mentre Lorenz impartisce il suo moralismo guardate cosa succede ...
Ti propongo dunque Lorenz di organizzare un boicottaggio pure per l'Egitto se sei in buona fede.
N.
utente anonimo

#19   08 Febbraio 2008 - 21:24
 
Per principio sono refrattario alle catene, specie alle catene di santantonio per raccogliere firme di adesione incondizionata.
Non che se ne farebbero molto della mia firma, non sono un intellettuale e ancor meno sono noto.

Parlare di lobby a Torino è come pestarsi i coglioni col maglio dell'antisemitismo, ma difficilmente si sbaglia, trovo tutta la faccenda disgustosa e ipocrita, guidata dai soliti.
Fossi l'ambasciatore egiziano consiglierei a Ferrero & co dove ficcarsi gli obelischi faraonici ma non ho mai avuto spiccate qualità diplomatiche.
Non condivido neppure il dissenso dei boicottatori perchè amo l'intelligenza e non ne ho vista nei modi un po' isterici in cui è stato espresso.

L'idea di un Salon des refusées, mi piace invece molto, sarebbe un'occasione per vedere quanto conta, in una città, (conformista ancor prima di sapere a cosa), come Torino, la presenza di intellettuali non allineati, e forse qualche scrittore israeliano diserterebbe la kermesse ufficiale per andare a parlare con i dissidenti, o, perchè no, potrebbe essere presente ad entrambe.
Sarebbe bello.
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#20   08 Febbraio 2008 - 21:55
 
Israele è ospite d'onore anche al Salon du Livre di Parigi (14-19 marzo)

http://www.salondulivreparis.com/

http://www.salondulivreparis.com/2/Israel.htm?lang=fr

Qui la lista dei 39 scrittori che interverranno
http://www.salondulivreparis.com/172/news.htm?id_news=12&lang=fr

Così, tanto per dire.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gabrilu

#21   08 Febbraio 2008 - 23:00
 
@ toporififi
C'è anche chi fa l'uno e l'altro, oltre a sostenere il boicottaggio sta lavorando "sta lavorando per organizzare una fiera del libro parallela in solidarietà con il popolo palestinese e i popoli oppressi e per smascherare la propaganda sionista nella città di Torino." Certo che quando si parla di entità sionista (come ha fatto del resto ) è normale poi boicottare Israele visto che non esiste nemmeno per questi personaggi.
Anche la lega degli scrittori giordani utilizza il termine entità sionista, quindi il boicottaggio qui è indipendente dal giorno o l'anno: Israele non ha diritto di esistere. Interessante poi questa " Quanto alle ripercussioni di questa iniziativa sui rapporti tra Roma e Amman, Qubaylat ha ribadito il fatto che "questa posizione non riguarda tutto il popolo italiano. Noi, in quanto giordani e arabi, condividiamo con il popolo italiano elementi comuni che risalgono a migliaia di anni fa. Oltre a essere vicini nel bacino mediterraneo, rappresentiamo anche il mondo antico e in passato siamo stati i capi di questo mondo antico. Ci auguriamo che la relazione storica che ci lega agli italiani non subisca ripercussioni"."

I capi???? Ma cos'è una gara a chi ce l'ha più grosso?
N.
utente anonimo

#22   08 Febbraio 2008 - 23:27
 
@ gabrilu
Grazie del link, nell'elenco c'è dunque un arabo israeliano, Sayed Kashua che scrive in ebraico. Non so è tutto molto losco, non vorrei che si finisse come in Inghilterra dove si boicottano i ricercatori israeliani in certe università in nome di cosa poi? Di un nazionalismo arabo, perché curiosamente Israele è l'unico stato a cui viene riservato questo trattamento.
N.
utente anonimo

#23   08 Febbraio 2008 - 23:32
 
utente anonimo

#24   08 Febbraio 2008 - 23:51
 
che israele fosse ospite anche in francia lo sapevo, infatti Aharon Shabtai, di cui ho linkato l'intervista, è al salone di Parigi che rifiuta di andare.
Va beh ma Sarkosy è sarkosy, nessuna sorpresa dunque ;-)
La cosa che mi incuriosisce è se gli italiani abbiano fatto la scelta da soli o imitando la francia.
Mi piacerebbe conoscere un po' di date, di documenti e di retroscene
Cavolo N. ma un arabo (perchè dici arabo invece che palestinese? non è palestinese?) che scrive in ebraico ti basta e ti sembra una grande prova di apertura :-)))? beh ma allora, secondo me, era meglio nessuno.
Ad ogni modo una cosa che hai detto condivido, tutte queste polemiche, appelli ecc, fanno il gioco di chi la polemica voleva. Oggi le polemiche shock sono una forma di propaganda molto efficace e nessuno ormai sembra rinunciarci ... neppure il papa ;-)
Detto questo mi piacerebbe proprio molto sapere come le cose sono andate.
geo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente georgiamada

#25   09 Febbraio 2008 - 00:01
 
@ georgiamada
Perché dovrei dire palestinese? Se ha la nazionalità israeliana per me è un arabo israeliano. Io non ho assolutamente detto che si tratti di un esempio di apertura, questo l'hai intrepretato tu. Perché credi che i comizi propalestinesi siano invece luoghi di apertura dove tutte le opinioni possono esprimersi? Non so se si tratti di una provocazione. In ogni caso come al solito ci si lanciano subito come mosche sulle merde. Credo che stiano tentando di lanciare il boicottaggio anche in Francia prendendo esempio dall'Italia (wow esportiamo delle ottime idee).
N.
utente anonimo

#26   09 Febbraio 2008 - 00:08
 
Quello che mi fa ridere (per non piangere) è che Aaron Shabtai cita Voltaire che oltre ad essere un antisemita scatenato aveva delle azioni nella tratta degli schiavi, meno male che se ne è stato a casa :-))))
N.
utente anonimo

#27   09 Febbraio 2008 - 00:18
 
grazie a chi ha lasciato il link alla lettera aperta a ramadan.
Io personalmente non ho molta simpatia per ramadan (anche se lo considero intelligente), però ... anche la lettera è un po' patetica, codina e non molto convincente :-)
uno spazio aperto dove uomini di buona volontà –autori, editori, librai, bibliotecari, insegnanti, studenti, lettori d’ogni Paese- tentano di costruire un mondo migliore con i buoni libri
Ma ci credono sul serio? buoni libri che cambiano il mondo? per carità non è che io pensi che i buoni libri NON possano cambiare il mondo, ma ... va beh voglio dar loro credito ... speriamo che quest'anno ci siano veramante buoni libri ... in nome della bellezza ... ah ah ah ah .. scusatemi se sono un po' irrispettosa, ma certi discorsi mi fanno un po' ridere.

Dunque da quello che ho capito una volta avviati i contatti con l'egitto per il 2008, arrivati ormai a conclusione, con il consenso di ambedue le parti, come si vede dal comunicato della fiera riportato nel mio comm. # 12, a quel punto accade qualcosa di nuovo, tutto si intreccia, e ... Alain Elkann invia una lettera, tramite picchioni, nel gennaio del 2007, per chiedere all'egitto di partecipare nel 2009 per via di una grande inizativa e bla bla bla ... e così israele diventa l'ospite proprio in occasione del suo sessantesimo ... e non ditemi che la cosa è avvenuta così per fatalità ah ah ah ah ... va beh ...
Insisto mi piacerebbe molto sapere cosa veramente sia successo.
geo
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#28   09 Febbraio 2008 - 00:27
 
Scusa georgiamada, a chi ha lanciato il boicotto non interessa nulla dell'egitto, le motivazioni sono che l'"entità sionista" non ha diritto ad essere nemmeno invitata, punto. Io non ci trovo nulla da ridere, in realtà le fiere del libro sono sempre limitate ad una ristretta cerchia di persone che su Israele l'opinione l'hanno già chiara. Questi appelli al boicottaggio da parti di individui allucinanti (e non sto parlando di Ramadan che è un opportunista) in realtà hanno come risultato di fare pubblicità positiva a Israele. Poi scusa tutti vivono di slogan, "dialoghiamo", "costruiamo la pace" e bla e bla non certo solo gli organizzatori della fiera ;-)
N.
utente anonimo

#29   09 Febbraio 2008 - 00:30
 
scusa geo non si apre il link con alain elkann
N.
utente anonimo

#30   09 Febbraio 2008 - 00:32
 
Perché credi che i comizi propalestinesi siano invece luoghi di apertura dove tutte le opinioni possono esprimersi?

Ma di quali comizi parli?
No, non lo penso, a priori, ma questo che vuol dire?
Stiamo parlando di saloni del libro e non di comizi ;-)

Cosa fosse voltaire e che azioni avesse lo sai benissimo che non ha alcun interesse oggi ... i suoi libri sono buoni libri e hanno cambiato il mondo ;-), a me basta che Aharon Shabtai non abbia citato la solita frasetta che va per la maggiore in rete e che voltaire neppure ha mai scritto :-).
Per me Shabtai ha un grandissimo merito, oltre ad essere un bravissimo poeta, quello di essere stato il marito di Tanya Reinhart. A proposito ma al salone di torino lo hanno invitato Shabtai?;-)
Ciao N. e ... però dai ... paragonare gli organizzatori del salone a un comizio ... dai ....
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#31   09 Febbraio 2008 - 00:37
 
N.#29
strano a me si apre, ad ogni modo è un pdf della fiera del libro.
prova ad andare al link "salone del libro" all'inizio del mio post, poi vai alla seconda stampa (striscia rossa) e clicca su "Egitto Paese ospite 2009" è quello l'articolo
geo
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#32   09 Febbraio 2008 - 00:41
 
Comunque io vorrei sapere di più su questo Omar Barghuti a quanto pare è un cittadino arabo israeliano ed è all'origine della protesta. Milita per la fine di Israele e considera che Yehoshua, Amos Oz e Grossman sono razzisti perché sono contrari al ritorno dei rifugiati in Israele!!!!
Ma vi sembra questa la maniera di risolvere i problemi e di dialogare? Io sono al 100% contrario alle colonie nei territori palestinesi ma questo in compenso vuole colonizzarsi Israele. Che vada un po' a vedere come stanno i rifugiati in Libano dove non hanno uno straccio di diritto. Meno male che al manifesto Eramo si è reso conto dei deliri di questi personaggi, della serie invitiamo chi è contro l'esistenza di Israele alla fiera del libro dedicata ad Israele.
N.
utente anonimo

#33   09 Febbraio 2008 - 00:49
 
Vabbé georgia guardo domani ora sono stanco, brrrr comunque ho un senso di paura dopo tutto il radicalismo che ho letto, paura per l'Europa non tanto per Israele.
N.
utente anonimo

#34   09 Febbraio 2008 - 01:01
 
Ci si scompiscerebbe se la realtà non fosse tragica.
Cosa ci si aspetta dal salone del libro di torino? e cosa dalle propagande nazionali, temo che il terreno di scontro-dialogo-apertura-scazzo, sia obsoleto, così impiastricciato di political correctness e di falsità che difficilmente se ne esce senza essere inguazzati di qualche troiata cultural politica.
Al salone si trovano buoni libri perchè ci sono editori decenti che li pubblicano e devono venderli, il corollario è smegma residuo della pippa globale.
L'entità sionista è un fatto tra Dio e il popolo di israele, oltre ad essere una valvola di tensione nel cuore del medio oriente; come vogliamo affrontarlo, è un paese nato con azioni di terrorismo e i terroristi di allora oggi sono eroi e quelli che sono stati scalzati un tempo ora sono terroristi, un paese che ha raccolto i profughi della persecuzione europea e oggi opprime una minoranza etnica, sembra che non si esca da questo pilpul di inversioni di ruolo tra vittima e carnefice. Io francamente sono deluso più che incazzato, per il fatto che anche nel dissenso non viene meno la trivialità delle idee.
In fondo sarà il solito porta a porta predeterminato, con dosaggi telegenici e sproloqui anti-pro-semita, che poi si somigliano, arabi ed ebrei sono semiti, e poco popolari un po' dappertutto.
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#35   09 Febbraio 2008 - 01:01
 
N. stai parlando con me :-)non con Omar B.
Io non contesto l'esistenza di israele, contesto che israele, uno stato che, volenti o nolenti è legato ai palestinesi è alla loro tragedia, sia invitato dall'italia come ospite in occasione del sessantesimo della sua fondazione. A me sembra che sia aggiungere una beffa al danno. Altro che pace. Che lo faccia sarkozy non mi stupisce ...
Però per favore N dialoga con me e non con voltaire, ramadan, i comizi, barghuti :-)
Io non considero certo Oz Grossman Yehoshua dei razzisti, anzi e non mi sembra di averne mai detto male, anzi, e non mi sembra di averne mai contestato la presenza, anzi,
Leggo sempre con grande interesse le loro opinioni sui giornali ... questo non toglie che mi senta libera di criticare l'invito del lor paese in occasione di una data nazionalista che israele è riuscito a far diventare un vetrina decente dove esporre l'unica parte pulita rimastagli.
E poi ... nessuno mi leva dalla testa che ci siano state forti pressioni per ottenere l'invito proprio quest'anno, chiaro che a parte qualche indizio questa è solo una mia impressione.
geo
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#36   09 Febbraio 2008 - 01:07
 
N. se alludi al radicalismo italiano .. quello abbaia, ma non morde, se invece alludi ad altro radicalismo ... sì ... c'è da far brrrrrr ... proprio per questo non mi sembra che sia il caso di giocare soffiando tanto sul fuoco se non vogliamo finire per non essere più capaci di controllare l'incendio, bisognerebbe fare simili scelte sempre con aggezza salomonica e con il bilancino da farmacisti;-) ... ma negli ultimi anni è tutta una vera catastrofe di bombarde di tutti i tipi
geo
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#37   09 Febbraio 2008 - 01:11
 
Ci si scompiscerebbe se la realtà non fosse tragica
:-))))))))))))))))
però torno subito seria perchè la realta è tragica e fosca
geo
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#38   09 Febbraio 2008 - 01:24
 
un'ultim cosa poi vo' a dormire.
Vi siete accorti come i giornali non ci rappresentino più, nè nel bene nè nel male?. Certo li leggiamo, perchè loro hanno le agenzie giornalistiche e un po' di notizie ce le danno, ma nell'uso che ne fanno, e nell'interpretazione di tali notizie proprio non ci rappresentano assolutamente più, sono lontani anni luce da noi.
Non so se preoccuparmi o esserne felice ... però mi sento come una sottiglietta fra due presse, da una parte un mondo morto che crede di poter ancora manipolare le notizie come prima e dall'altra una radicalità allo sbaraglio, fuori di testa e irrazionale, che parla solo a slogan .... sì ha ragione N. brrrrrrrrrrrrrrrrr brrrrrrrrrrr
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#39   09 Febbraio 2008 - 01:24
 
sottiglietta = sottiletta :-))))
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#40   09 Febbraio 2008 - 09:47
 
@ georgia
Io non so che manipolazioni vi siano dietro, ma non esiste solo la propaganda israeliana in Italia. Prima di andare in Brasile, l'ex presidente iraniano Khatami ha fatto una tournée in diverse città italiane dove è stato accolto con tutti gli onori e con gente che lo applaudiva in piedi. Ora durante la sua presidenza definita "moderata" la repressione degli studenti, delle donne, degli omosessuali e dei curdi (visto che questa gente si interessa dei popoli oppressi) è continuata tranquillamente. Io non mi scandalizzo che invitino questi personaggi (invitano la Rice dunque), ma che gli stessi che oggi boicottano Israele, tacciono al meglio sull'Iran o peggio siano là ad applaudire come Maurizio Matteuzzi del quale ho già letto diversi articoli lusinghieri nei confronti di Ahmadinejad e oggi fa la morale su Israele me ne sa di losco. Quali sono i valori di questi personaggi che giocano a fare i dissidenti? Le loro proteste sarebbero più credibili se non fossero solo a senso unico. E a me questa gente fa paura.
N.
utente anonimo

#41   09 Febbraio 2008 - 10:22
 
Di Sarkozy so che è proisraeliano vicino a Netanyahu (quindi ancora più duro di Olmert) ma non so se sia dietro la decisione del salone del libro. Mi sembra che al comune di parigi ci siano i socialisti (che sono ancora più filoisraeliani della destra, sicuramente quella gollista). Non so dirti di chi sia stata l'idea. Sicuramente sarebbe stato meglio scegliere un'altra data, non lo metto in dubbio, soprattutto con i tempi che corrono, bisognerebbe evitare le provocazioni inutili, ma ti ripeto certa gente ci si lancia come le mosche sulle merde, in questo modo di permette di parlare già di "rischio terroristico" sulla fiera e di creare un clima sicuritario.
N.
utente anonimo

#42   09 Febbraio 2008 - 10:26
 
io non sto contestandol'invito a israele, al salone, come israele, ma solo come sessantesimo della fondazione, quindi perchè dobbiamo sempre discutere come bambini dicendo "ma allora tu", cosa c'entra, scusa, l'iran con la questione di adesso? (almeno quando discuti con me) che è diventato il deuteragonista per antonomasia quando si parla di israele?
Ma volgio giocare con le tue stesse armi: tu non hai nulla in contrario che invitino kahatami e neppure io (ci mancherebbe visto quello che è venuto dopo)... ma cosa diresti se venisse invitato l'iran al salone del libro in occasione del ventennale o trentennale o cinquantennale della rivoluzione di komeini? magari pretendendo anche una fontana rossa in mezzo al salone? non avanzeresti almeno qualche dubbio? soprattutto se magari l'ospite scelto prima fosse stato israele e se facessero di tutto per spostarla all'anno dopo :-).
E se tu protesti (non per l'iran ma per la data) che fo io, mi metto a dire che gli scrittori iraniani sono grandissini e bla bla bla e aderisco,in nome della libertà culturale senza riserve?
geo
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#43   09 Febbraio 2008 - 10:37
 
Di Sarkozy so che è proisraeliano vicino a Netanyahu

dici stecco :-)
a me viene in mente wolfowitz, perle, leeden e neocon dicendo ...
brrrrrr brrrrr brrrrr
Verissimo che dovremmo evitare le provocazioni, però oggi le provocazioni le costruiscono apposta, e con il bilancino ... e l'invito al salone quest'anno (con tutti gli anni a disposizine nel passato e nel futuro e in tandem ocnla francia) mi sembra un piccolo capolavoro di propaganda e proprio sulla pelle dei singoli scrittori.
Si bisognerebbe stare attenti a non cascare nella trappola, ma neppure ci si può silenziare del tutto.
ora sta tornando berlusconi/fini, in francia c'è sarkozy ... scusa ma a me fanno paura questi altro che una decina di ragazzi che, come cani da tartufo, hanno annusato la puzza di bruciato fin dall'inizio e ... forse sono caduti troppo ingenuamente nella trappola tesagli.
geo
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#44   09 Febbraio 2008 - 11:23
 
La domanda che mi fai sull'Iran me l'ero già posta. Molto difficile dare una risposta, dato che per me l'anniversario della nascita di Israele non ha la stessa portata ideologica della rivoluzione islamica. Israele fa propaganda per se stesso, l'Iran vuole esportare questo modello si società (ormai si sa che la campagna elettorale di Erdogan è stata finanziata dall'Iran). Comunque se fosse dato spazio ad autori dissidenti moderati non avrei nulla in contrario, solo che in Iran anche i dissidenti moderati sono in prigione. E poi anche l'Egitto non è che sia questa grande democrazia. Non so vedremo se si trasformerà in uno strumento di propaganda nel caso di Israle, per ora la propaganda gliela stanno facendo i boicottatori, nel caso dell'Iran ci sono già stati dei precedenti propagandistici al festival di Cannes o la tournée di Khatami. Comunque io non ho mai detto che non si possa criticare questa scelta, ma tutto questa isteria intorno con fiori di intellettuali (spesso maschi) che discutono e filosofeggiano per ore sul boicottaggio mi sembra veramente grottesca.
Dei ragazzi che giocano a fare gli alternativi non ho paura, ma della radicalizzazione dell'estrema sinistra (che sta raggiungendo dei livelli assurdi) sì, perché si nutrono a vicenda. I primi sono contentissimi di avere come avversario una sinistra radicalizzata per far paura alla gente e far passare meglio le loro politiche sicuritarie, i secondi pure perché preferiscono una destra dura con cui giocare al gatto e al topo. Il successo di personaggi come Badiou che non rinnegano nemmeno il maoismo e praticamente incitano alla lotta armata è abbastanza rivelatore dell'epoca in cui viviamo.
N.
utente anonimo

#45   09 Febbraio 2008 - 12:11
 
a chi è interessato QUI, nel sito del salone del libro c'è una rassegna stampa sull'argomento.
Curioso che nel primo articolo (corriere della sera) sia scritto esplicitamente che è stata proprio israele a comunicare di voler celebrare il sessantesimo anniversario della sua nascita al salone del libro di torino e che la Fondazione ha accettato di buon grado. Tra gli storici, scrivono, ci sarà uno storico non ortodosso come Benny Morris.
Verissimo che a suo tempo Morris sia stato NON ortodosso, ma altrettanto vero che ultimamente abbia fatto una inversione ad u diventando tra i più ortodossi al limite della falsità storica. Il forum palestina chiedeva (e siamo al 9 gennaio) come mai non fossero stati invitati storici liberamente critici come Ilan Pappe, Hamira Hass, Gideon levy, Avi Shlaim, Aharon Shabtai, Uri Avnery.
geo
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#46   09 Febbraio 2008 - 12:25
 
Scusami georgiamada, mi potresti fare un esempio di opere letterarie di Amira Hass (per esempio) che non riguardino il conflitto? Perché io di lei, che è una giornalista, ho letto solo delle raccolte di articoli. Ilan Pappe sostiene il boicattoggio dei ricercatori israeliani delle università londinesi (dove tra l'altro credo sia andato a vivere), Avi Shlaim è contrario all'esistenza di Israele (si guarda bene dall'andare a vivere in Palestina, vive infatti al calduccio a Londra). E' un po' come se al salone di Taiwan invitassi degli scrittori cinesi di regime. Le fiera del libro non è un dibattito Israele si, Israele no.
N.
utente anonimo

#47   09 Febbraio 2008 - 12:41
 
Ilan Pappe sostiene il boicottaggio, sì, come molti altri israeliani ed ebrei, ma il bicottaggio non è una pratica violenta e non è vietata in nessun paese demcratico del mondo. Pappe ha scritto un bel libro pubblicato da einaudi: La storia della Palestina moderna.
Si oggi vive a londra perchè la vita e l'insegnamento in israele era diventato impossibile (vuoi negarlo?), e così successe a tanya reinhard che è morta a New York, perchè in israele, cacciata dall'università di tel aviv, non poteva più insegnare. Mica vorrai ora paragonare questi due a ahmedinajad vero?
Ma quello che dici cosa vuol dire scusa? Mi stai forse dicendo che dal salone del libro devono essere esclusi i dissidenti anche quelli più democratici e meno violenti (perchè non puoi negare che pappe sia democratico e non violento), solo chi è in linea col governo ci deve andare? e magari facciamo passare per storico critico solo chi si è opportunisticamente pentito solo in un secondo tempo?
dai N. ...
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#48   09 Febbraio 2008 - 12:54
 
N. quando dici: "Le fiera del libro non è un dibattito Israele si, Israele no" ti posso anche dare ragione, ma non pensi che l'invito in occasione di una ricorrenza nazionalista sia di per se un blocco di qualsiasi dibattito critico di qualsiasi genere?
geo
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#49   09 Febbraio 2008 - 13:04
 
@ georgiamada
Forse non hai capito che io non ho nessuna preferenza nella scelta degli scrittori che vengono invitati. Dal momento che si ritiene legittimo invitare Israele alla fiera del libro come è legittimo invitare paesi che non rispettano i diritti umani ancora di più rispetto a Israele chi invitano o chi non invitano e in quale data non è affar mio. Tu parli di Israele come se fosse un parente scemo che sai te ne vergogni ma in fondo gli vuoi bene lo stesso. Cosa pretendi che la fiera del libro si trasformi in un tribunale per l'"entità sionista"? Ilan Pappe è contrario all'esistenza di Israele ma che vada un po' a vivere con i suoi amati palestinesi invece di andare a fare propaganda anti-israeliana a Londra perché è grazie alla gente come lui se ricercatori israeliani sono stati esclusi dalle università britanniche solo in base alla nazionalità. Quanto alla Reinhart se ne andata l'anno scorso a New York (anche lei perché non a Ramallah? figo NY nevvero?). Scusami ma a me questi pretesti di un fiera per scatanere un antisionismo che ormai evidentemente interessa poco l'opinione pubblica cominciano a stufarmi pensando che la stessa fiera ha offerto l'anno scorso una tribuna a Ramadan senza nessun contradditorio e si è esibito in un monologo.
N.
utente anonimo

#50   09 Febbraio 2008 - 13:14
 
io NON voglio bene ad israele :-)
come non voglio bene a nessuna nazione e a nessun popolo.
Ci mancherebbe anche che sciupassi il mio bene per popoli o nazioni, io sono una grande lettrice e ammiratrice di hannah arend e sul fatto di amare un popolo ha scritto pagine bellissime e di una onestà intellettuale che aveva dell'incredibile già quando scriveva ma che oggi sono un vero miracolo del pensiero libero.
Ad ogni modo pappe non è per la distruzione dello stato di israele, chi ti ha detto una cosa simile? al massimo è per uno stato binazionale, bireligioso, dove ci sia posto, cittadinanza e pari diritti, per lo meno per tutti i nati nella zona.
N
Può essere utopistico ma non mi sembra una ipotesi da terrorista. Se viene considerato terrorista Ilan Pappe allora ... si coccolino pure i vari bin laden, hamas e ahmedinajad che fra simili ci intende.
geo
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#51   09 Febbraio 2008 - 13:17
 
a proposito di ramadan ... che ne dici se lo invitassero in occasione di qualche ricorrenza del movimento dei fratelli musulmani? ;-).
Penso che sia io che te firmeremmo un appello contrario, o no?
geo
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#52   09 Febbraio 2008 - 13:26
 
@ geo

"non pensi che l'invito in occasione di una ricorrenza nazionalista sia di per se un blocco di qualsiasi dibattito critico di qualsiasi genere? "

Non posso saperlo dipende da come si svolgerà. Chiaro che se si tratta di monologhi senza possibilità di intervento allora sa di propaganda senza se e senza ma se invece c'è possibilità di intervenire, sai la gente riesce persino a parlare di Israele in colloqui in cui non c'entra niente ;-)

"Se viene considerato terrorista Ilan Pappe allora ..."

Ma io non lo considero un terrorista e non ho detto che è favorevole alla distruzione di Israele semplicemente che è contario alla sua esistenza. Vuole uno stato bianzionale, beh che cominci a metterlo in pratica andando a vivere a Ramallah, Ilan Halevi almeno lo ha fatto, anche se l'appartamentino a Parigi ce l'ha pure lui ;-)

"a proposito di ramadan ... che ne dici se lo invitassero in occasione di qualche ricorrenza del movimento dei fratelli musulmani? ;-)"

Sarebbe smascherato ;-) visto che non credo che abbia mai ammesso di appartenere ai fratelli musulmani anche se tutto lo fa pensare. Ripeto georgia ho decidiamo che Israele è un' aberrazione oppure se è uno stato legittimo, per me è uno stato come un altro.
N.
utente anonimo

#53   09 Febbraio 2008 - 13:38
 
bene, gli altri stati, che sono uno stato come un altro, non vengono di solito chiamati a grandi eventi cultrali, all'unisono da due paesi europei, in occasione di una loro ricorrenza nazionalista e per di più una ricorrenza che per altri ha significati opposti;-)
geo
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#54   09 Febbraio 2008 - 13:43
 
(complimenti per la civiltà della Vs interlocuzione, prima di tutto)

Io, per nomn ripetere argomentazioni già scritte da altri e non solamente in questo blog, vorrei dire una cosetta davvero esenziale, almeno dal mio punto di vista: la *cultura* è avvicinamento, frizione, scontro, partecipazione, opposizione, critica radicale, contaminazione, etc etc...

L'invito in qualità di ospite di una nazione che sta perseguendo una apartheid nei confronti di un altro popolo è, per me, INACCETTABILE.

Diventano, INVECE, accettabilissime TUTTE le questioni ad esso collegate. Si discute di cultura/politica, di libro/spada, di dissidenza/discriminazione, di OCCUPAZIONE/diritti umani...e tutto ciò nel vivo di una geopolitica che ci costringe a prendere le *misure* (ecco il senso profondo di *cultura*: prendere le misure...) anche di quei conflitti che non nascono sotto casa nostra ma che decostruiscono i nostri quadri mentali (quelli che poi ci portano a valutare anche le nostre cose *dentro* casa nostra).

Il *boicottaggio* sta già producendo i suoi frutti nella discussione pubblica (questo blog è una piccola piattaforma di tale dibattito). ECCO PERCHE' ERA ED E' GIUSTO LANCIARLO!

La speranza è che gli israeliani si rendano conto di come divenga sempre più insostenibile appoggiare i suoi falchi assassini!

Contiamo nella loro *presa di misura*. Contiamo sulla *LORO* (proverbiale) *CULTURA*...

senza nome (non esistono *diritti umani* di seria A e *diritti umani* di serie B: in tutte le latitudini la LIBERTA' non può essere un optional! Figurarsi la LIBERAZIONE DA UNA OCCUPAZIONE MILITARE!!)
utente anonimo

#55   09 Febbraio 2008 - 13:53
 
complimenti per la civiltà della Vs interlocuzione, prima di tutto

si in effetti la discussione è civilissima :-) e devo dire che il merito soprattutto va ad N.
Non è facile discutere civilmente su argomenti così bollenti e magmatici :-)
Potrebbero chiamare noi due al salone;-) ... ma temo che in fondo ci considererebbero ambedue un po' eterodossi :-)
geo
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#56   09 Febbraio 2008 - 14:24
 
Non se ne esce proprio, non se ne esce dalla storia, mi chiedo se avessero invitato la Turchia o Sri Lanka, la Birmania magari, o il Marocco, oppure come è stato fatto giustamente notare, la Cina, quanto dissenso ci sarebbe stato, eppure con questi paesi ci facciamo affari, culturali ed economici, (pure con la Birmania).
Con la Cina lo scambio culturale è vastissimo e la sua presenza a biennali e fiere internazionali e nazionali di arte è massiccia, eppure non mi sembra di aver sentito critiche, tantomeno boicottaggi e i suoi artisti e uomini di cultura sono genericamente meno critici di quelli israeliani col loro paese.
Allora mi chiedo, perchè il dente guasto Israele fa più male, perchè muove il dissenso in modo così automatico e generale?
Io ho naturalmente un'ipotesi, una teoria fai da te, confezionata in cucina.
Io credo che nessuno più di Israele ci somigli e l'uomo occidentale ha così poca stima di se stesso, a meno che non rientri in una statistica negativa allora scatta la militanza, che vedere degli europei fatti e finiti che bastonano, uccidono e ghettizzano un popolo, (non di lord inglesi certamente) e lo fanno senza nascondersi dietro l'ipocrisia dei governi della vecchia europa o della più giovane America sia insopportabile, uno specchio troppo nitido in cui ci si vede nudi.
Si vedono troppe cose in questo specchio, i soldi delle banche mondiali, la ricerca tecnologica degli armamenti, i Kissinger, persino l'atomica esce da quello specchio, il ritratto della nato ha per metà i riccioli che scendono sulle orecchie e la kippà e per l'altra il catto- con- com - marx - liberal - ecc ecc, quello che è uscito dal rinascimento in avanti dal cilindro della cristianità nel suo senso più esteso, da Giordano Bruno a Voltaire, da Lutero a Marx, dai gesuiti alla socialdemocraziacristiana.
E' innegabile infatti il contributo che il popolo ebraico, (identificato per lo più con Israele, un po' come si fa con gli islamici che sono sempre tutti arabi), nella formazione della civiltà occidentale moderna, nel bene e nel male e siccome l'uomo occidentale si culla nei sensi di colpa e contemporaneamente nell'invidia, finisce per odiarlo quello specchio, di nuovo.
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#57   09 Febbraio 2008 - 14:36
 
@ 54

"Il *boicottaggio* sta già producendo i suoi frutti nella discussione pubblica"

Sicuramente, dipende poi se si tratta di mele avvelenate...
Vedremo, non sono invece molto convinto che permetta di cambiare l'opinione degli Israeliani anche perché per me le chiavi della fine del conflitto le ha washington. La Clinton e Obama fanno la gara a chi è più amico di Israele, tra i due non solo quale sia il più opportunista e pensare che l'una aveva incontrato la Suah e l'altro Saïd. Peccato, per me Bill Clinton è stato il presidente più sinceramente interessato alla pace (almeno per quanto riguarda il medioriente).

@ georgia
Ma dai non essere modesta ;-)
Per le persone come me e te in questi dibattiti c'è proprio il cartello fuori "noi non possiamo entrare". O si tratta di dibattiti all'insegna del pensiero unico propalestinese o proisraeliano che sia, oppure di dibattiti da stadio con tanto di supporter e gara a chi si insulta di più, magari con una una bella zuffa alla fine.
N.
utente anonimo

#58   09 Febbraio 2008 - 14:47
 
Per le persone come me e te in questi dibattiti c'è proprio il cartello fuori "noi non possiamo entrare"

ah ah ah ah è sicuro :-)
Se puta caso ci chiamassero, puoi giurarci che i filopalestinesi darebbero addosso a me e si dimenticherebbero di te, e i filoisraeliani darebbero addosso a te ignorando del tutto me, come una mentecatta ;-).
Capita anche in rete ... ah ah ah ah ah ah .....
geo
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#59   09 Febbraio 2008 - 14:52
 
tra l'altro non so se hai notato che, a parte poche eccezioni e toporifi che ci bacchetta tutti e due e porta avanti un suo intelligente discorso, ma in cui noi (ma anche palestinesi e israeliani) sembriamo non entrarci per nulla, ci hanno lasciato tutti completamente soli ;-).
Se invece ora ci mettiamo ad insultarci a vicenda, sono sicura che vedremmo arrivare svariati sostenitori a darci man forte :-))))
geo
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#60   09 Febbraio 2008 - 14:52
 
Negli stati uniti se non sei amico di Israele non ti danno il bancomat, Washington mi sembra sopravvalutato, la potenza, le chiavi dei conflitti e della fame sono in entità multinazionali, gli stati uniti fra dieci anni parleranno cinese.
Ho letto che Obama, che mi sta più simpatico, non è amato dai palestinesi perchè apostata, e il corano prevede la morte per questo crimine.
La quantità di tensioni e cause di odio sono così tante che è difficile capire da dove cominciare a mettere ordine, nulla va bene per tutto, ci sono aggiustamenti locali possibili, star holliwoodiane che mandano soldi in Africa, e star washingtoniane, inglesi ed italiane che in Africa e in ogni altra parte del mondo ove ci sia un conflitto mandano mine, in cambio di soldi.
La civiltà oggi è tenuta viva come piccole talee o semi, questo blog è uno di questi, ma non varca le dimensioni di pochi disposti a ragionare serenamente e sostenere ciò in cui crede senza prevaricazione.
Da questi semi, sepolti o dispersi ovunque, ma non riconoscibili in un fronte, una realtà configurata, possono uscire anticorpi, fra anni forse.
Adesso entrare in campo scegliendo una delle due parti in contesa significa abbandonare i semi per brandire rami secchi.
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#61   09 Febbraio 2008 - 14:55
 
credono
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#62   09 Febbraio 2008 - 15:00
 
Per la cronaca, io avrei proposto il boicottaggio alla fiera del libro anche per la Cina, per via dell'occupazione del Tibet.
Sugli altri stati che non rispettano i diritti umani, la discussione sarebbe lunga, perché non è che vi sia una divisione tra stati che li rispettano e altri no: tutti li infrangono, chi più chi meno, e il criterio tra dittatura e democrazia non mi basta, dato che anche lì c'è dittatura e dittatura, democrazia e democrazia. Una democrazia per esempio che invade una dittatura che non ha mai fatto guerra a nessuno ne è tanto migliore? di certo non lo è per la pace tra gli stati.
Quindi, ognuno ha la sua sensibilità e i suoi criteri per giudicare stato e stato.
Ma in ogni caso, quel che conta è l'atteggiamento verso le azioni degli altri.
Io posso dire che per gli altri stati con situazioni particolari (Iran, Birmania ecc.) non so se sarei per il boicottaggio, dovrei valutare bene ma posso dire questo: che di certo non criticherei chi volesse boicottarli, specie se non ci guadagna nulla di suo.
Lorenz
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#63   09 Febbraio 2008 - 15:02
 
non è amato dai palestinesi perchè apostata, e il corano prevede la morte per questo crimine
Topo non generalizzare :-), fra i palestinesi per ora (non so ancora per quanto) ci sono anche molti cristiani, e poi i palestinesi sono stati sempre (fino all'arrivo di hamas, tra l'altro finanziato da fuori e non solo dall'iran;-) la componente meno integralista della zona. Diciamo, per essere precisi, che obama forse non è amato dagli integristi.
Ad ogni modo per me obama o clinton è la stessa identica cosa, basta che non rivincano gli amici guerrafondai dei neocon.
Anche se gli americani, bianchi neri o gialli, la guerra ce l'hanno nel dna, obama ha gia partato di un possibile intervento in pachistan ... brrrr .... brrrr.
Forse preferirei una donna ... anche se non è certo, di per se, una garanzia sicura rispetto alla guerra ... considerando la thatcher e la rice :-), ma chissà magari una donna dei democratici ... beh vorrei provarla.
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#64   09 Febbraio 2008 - 15:10
 
Io posso dire che per gli altri stati con situazioni particolari (Iran, Birmania ecc.) non so se sarei per il boicottaggio, dovrei valutare bene ma posso dire questo: che di certo non criticherei chi volesse boicottarli, specie se non ci guadagna nulla di suo.

questa del non criticare il boicottaggio (se non è violento) lo condivido in pieno, è comunque una forma di democrazia poter boicottare, criminale è l'embargo fra stati, il boicottaggio di solito viene dal basso e a me va benissimo. Io non boicotto nessuno, al massimo non bevo coca cola o non mangio pompelmi di jaffa, ma compro libri degli israeliani senza problemi, ma non condivido l'invito al salone nella ricorrenza della nascita dello stato.
Ma oggi tutto serve per vittimizzarsi ... spesso anche argomenti che dovrebbero essere sacri e non fruibili per propaganda.
geo
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#65   09 Febbraio 2008 - 15:36
 
@ Lorenz
Io invece il boicottaggio lo critico soprattuto quando viene fatto da persone che tacciono in altre occasioni o adirittura le sostengono. Poi è chiaro che esistono sensibilità diverse a certa gente che boicotta Israele o fa l'anticlericale d'assalto con il Vaticano poi non importa niente se che ne so in Iran vengono impiccati i gay o lapidate le donne. Del resto esiste anche un antisionismo di estrema destra e uno cattolico vedi l'uscita della lista antisemita sui professori universitario.

@ toporififi
Credo che le ragioni per cui gli europei cattolici che sono più sensibili al senso di colpa criticano tanto Israele siano molteplici, non confonderi l'Europa con l'Occidente. Non credo di sopravvalutare Washington nella risoluzione del conflitto israeliano-palestinese, non mi riferivo ovviamente ai conflitti in Africa o in Birmania dove sono entrati in gioco altri attori (in particolare la Cina)

@ georgiamada
Secondo me il problema non è solo le ragioni del boicotto, ma anche le persone che lo lanciano e gli slogan utilizzati. Non mi sembra che Tariq Ramadan e gli scrittori giordani si siano dimostrati particolarmente umanisti nelle loro dichiarazioni facendo prova di un tribalismo che non ha nulla da invidiare a quello sionista.
Buon We
A presto
N.
utente anonimo

#66   09 Febbraio 2008 - 16:11
 
un palestinese augura buona fiera agli scrittori israeliani: Scrivi, scrivi nemico mio, tu che puoi girare liberamente il mondo su Il primo amore
geo
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#67   09 Febbraio 2008 - 20:58
 
non confonderei l'Europa con l'occidente???
e con cosa allora, è dell'oriente che non si trova più traccia.
Non io ma John Le Carré ipotizzava nel suo terzultimo libro. Amici assoluti, la presenza, sullo scenario spy internazionale, di un servizio segreto non riconducibile a CIA NSA o intelligence service, è fiction naturalmente ma la percezione del mondo che comincio ad avere leggendo la Klein e altri è che abbiamo a che fare con un soggetto proteico sub o sovranazionale che si comporta come uno stato globale.
Sono sensazioni che non servono a nulla, ma vedo che identificare i cattivi nei governi tradizionali, canaglia o esportatori di democrazia che siano, non chiarisce nulla e ho l'impressione che decidano sempre di meno, il fatto che il prossimo presidente degli stati uniti possa essere un negro o una donna è significativo.
La politica dei fuchi è sempre più distante dalle emergenze del mondo e sempre sollecita nel legiferare per la vaselina del controllo finanziario e delle risorse primarie.
Detto questo dovrei anche dire; parlo o taccio per sempre, ma nella prima ipotesi non saprei che altro dire e la seconda non è così attraente.
Si decide lì per lì cosa è meglio fare al presentarsi di ogni nuova crisi, parando se possibile i colpi e tenendo sveglia la dignità umana senza aspettare una legge che la certifichi.
Diceva Budda che il modo migliore di aiutare l'umanità è migliorare se stessi, nel senso birmano.
Trovo sempre più difficile scindere l'idea della dignità umana da quella del sacrificio.
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#68   09 Febbraio 2008 - 23:22
 
Fatta salva la stima che nutro, non da oggi, per Voltolini & Co. (cfr. Il primo amore), ho la vaga impressione che il testo di Masri sia stato cercato (e trovato) ad arte per mettere una pezza a "qualcosa". E credo anche di sapere a "cosa".

Così, en passant.

fm
utente anonimo

#69   10 Febbraio 2008 - 02:36
 
Del resto esiste anche un antisionismo di estrema destra e uno cattolico vedi l'uscita della lista antisemita sui professori universitario

prima di tutto ti ricordo che non solo antisionisti fanno le liste ma anche i sionisti. Tempo fa circolava in rete una lista di proscrizione stilata da un gruppo ultrasionista in cui erano elencati tutti gli ebrei e gli israeliani ritenuti “traditori o minaccia” per Israele ed “ebrei che odiano se stessi”, quasi tutti pacifisti, fra essi c'erano anche Ilan Pappe, Naomi Klein, il musicisita Gilad Atzmon e anche ebrei italiani ... quindi lasciamo perdere le liste.

Lasciamo poi perdere l'antisionismo, che è del tutto legittimo. Uno può essere antirisorgimentale e non è un criminale.
L'antisemitismo invece è da criminali da qualsiasi parte venga, e criminale è anche l'isamofobia.
Ad ogni modo la lista NON è antisemita, come lista, anche se inserita in un post inequivocabilmente antisemita.
Infatti la lista non è stata stilata da nessuno alla sapienza e neppure altrove, è solo la raccolta di firme sotto un appello pubblicato a pagamento sul Corriere della sera del 14 maggio 2005, firmato da amos luzzatti e david meghnaghi, era un appello che raccolse centinaia di firme contro il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane, promosso da un'associazione accademica britannica per protestare per le atrocità che stavano succedendo in palestina.
Te lo ricorderai certamente.
Tale lista di firme poi fu postata da un sito Le nostre radici e fatta poi circolare da molti blog.
Tre mesi fa uno fuori di testa ha copiaincollato tale lista e postata anonima su un blog in un suo post delirante e decisamente antisemita e islamofobo (il blog è stato oscurato ma esiste ancora on line la copia cache)
Solo oggi, forse a causa delle polemiche sul boicottaggio qualcuno (pacifici) si è accorto di quel blog e della lista (che non ha riconosciuto) e ha sporto denuncia. La polizia postale indaga ora sulla lista per violazione della privacy (accusa temo inesistente visto che la lista girava ovunque).
Blogger in pieno delirio, siamo d'accordo ...i giornali però oggi hanno delirato quasi quanto lui.
Non c'entra nulla la sapienza, e nessuno ha stilato alcuna lista alla sapienza. Gli articoli con orge di iperboli sui giornali di oggi erano solo allarmistici.
Un pazzo ha delirato come spesso purtroppo accade in rete (e naturalmente non solo nei blog) e qualcuno ne ha approfittato per fare un accostamento propagandistico con il boicottaggio al salone del libro.
Ha pienamente ragione il forum palestina di diffidare chiunque dal fare accostamenti del genere.

SCRIVE IL FORUM PALESTINA
Roma, 9 feb. (Adnkronos) - "Sospettiamo che la scoperta in questi giorni di aspre polemiche sulla Fiera del Libro di Torino, di una lista nera di docenti che nel 2005 sottoscrissero un appello contro il boicottaggio delle relazioni tra universita' britanniche e israeliana, non sia del tutto casuale ma strumentale. Quel documento era postato anonimamente da tempo in un blog, ma solo adesso e' stato notato e intercettato. Condanniamo senza mezzi termini qualsiasi discriminazione o attacco di tipo razziale o religioso nei confronti di chiunque. Condanniamo queste discriminazioni e attacchi soprattutto quando essi passano da odiosi pregiudizi a veri e propri sistemi legislativi. Avvertiamo -continua il Forum- che qualsiasi tentativo di mettere in relazione la vicenda della lista nera dei docenti universitari con la campagna politica in corso sulla contestazione della Fiera del Libro di Torino, trovera' una ferma risposta sia sul piano politico che legale. Apprezziamo invece le dichiarazioni che intenderanno o hanno inteso tenere ben distinte le due cose".
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#70   10 Febbraio 2008 - 02:46
 
notifico anche che la lista di proscrizione contro gli ebrei pacifisti fatta dal gruppo ultrasionista continua ad essere presente da anni in rete e nessuno si è preso la briga di far oscurare il sito che la riporta. NON è antisemitismo anche quello?
Facciamo un appello a pacifici perchè faccia la denuncia e la faccia oscurare?
geo
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#71   10 Febbraio 2008 - 04:02
 
Grazie geo delle info, dell'ultima in particolare, sei davvero preziosa!
sucede ormai non raramente che io passi di qui e trovo tutto pronto su un tema che sto approfondendo... ti ho già detto di amarti? ;-))

ps ma dov'è sta lista di antisionisti? il suo url?

ps perché non dici di voler boicottare la fiera? non occorre firmare appelli per farlo, essere d'accordo parola per parola con gli scrittori giordani...
possibile che nessuno abbia un po' di coraggio in più?

pps cmq ti amo lo stesso.
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#72   10 Febbraio 2008 - 10:34
 
@ geo

"L'antisemitismo invece è da criminali da qualsiasi parte venga, e criminale è anche l'isamofobia. "

Islamofobia è un termine molto ma molto ambiguo tanto quanto lo è cristianofobia, io ho il diritto di avere tutte le fobie che voglio nei confronti delle religioni, nessuno ha il diritto di decidere per me quanto le mie paure nei confronti delle religioni siano più o meno giustificate. Se adesso avere paura dell'islam diventa un crimine... bisogna trovare, secondo me, un altro nome per definire il razzismo anti-musulmani anche perché la religione islamica è una religione proselita non è come l'ebraismo. Comunque questo è un discorso complesso, non allarghiamo troppo. Sulla lista degli antisionisti ti dico che non è antisemita, è fascista, comunitarista (ma lo stesso vale per i neri che definiscono bounty la rice o powell e i musulmani che definiscono traditore allam), è stata fatta all'estero, di italiani citati credo ve ne siano uno o due, ma ti ricordo che una lista di ebrei sionisti l'ha fatta pure Tariq Ramadan la star del boicottaggio. Io poi non sto confondendo antisionismo con antisemitismo, ma mi dispiace l'odio di Israele riesce a mettere d'accordo, comunisti, fascisti, integralisti cattolici e integralisti musulmani e poi non ti stupire se viene fatto notare che gli stessi che boicottano Israele sono gli stessi che tacciono o peggio applaudono a l'Iran. Per me tutta questa è politica, giocare a risiko non ricerca della pace. Boicottare insieme a degli scrittori arabi che non riconoscono l'esistenza di Israele e che la definiscono entità sionista non mi sembra una maniera di fare avanzare le cose.

@ fm
Non credo perché ho letto un articolo molto interessante che ribasice le ragioni del boicottaggio
http://www.ilprimoamore.com/testo_791.html

@ toporififi
Intendevo dire che lo sguardo che hanno gli europei su Israele non è lo stesso in nord america o in america latina. Su Obama so che ha fatto una campagna basata sulla religione lamentandosi che gli statunitensi non vanno in chiesa. Io penso che la Clinton sia molto più competente di lui non vorrei che i sondaggi che lo danno vincente con mc cain siano fatti ad arte perché vinca lui le primarie.
N.
utente anonimo

#73   10 Febbraio 2008 - 11:05
 
ma io NON voglio boicottare la fiera.
Non amo i boicottaggi, l'ho già detto.
Però riconosco, a chi lo vuol fare, il diritto di boicottare, sempre che tale pratica non violenta, rimanga rigorosamente NON VIOLENTA.
Non ho messo i link, perchè per principio non amo far circolare in rete liste di nessun genere, neppure gli appelli, le trovo cose sommamente ridicole (quando sono ridicole) e sommamente pericolose (quando sono pericolose), ad ogni modo nella lista, volgarissima anche in alcune immaggini deformate, stilata da un gruppo ultraintegralista americano c'è anche il grande George Steiner.
Ripeto che antisionismo e antisemitismo non sono naturalmente sinonimi, come molti vorrebbero far credere, ma riconosco però anche che molto spesso l'antisionismo è per alcuni la scusa per sfogare sommersi e poco onesti sentimenti antisemiti e che non tutti stanno attenti alle cose che dicono. Detesto chi, parlando di argomenti così delicati, si limita ad esclamarsi a suon di slogan.
Io NON sono neppure antisionista, perchè c'è sionismo e sionismo e fare di tutta un'erba un FASCIO (come spesso la sinistra radicale fa) è un errore storico oltre che una moda pericolosa.
Ad esempio il politico israeliano Yossi Belin, membro del Knesset, ex ministreo degli Esteri e ministro della Giustizia per il Partito Laburista è una persona di grande valore, attualmente è a capo del partito Meretz-Yachad. Ed è stato insieme al palestinese Yasser Abed Rabbo, ex ministro dell´informazione, l'estensore del Patto di Ginevra, il documento più intelligente e condivisibile su una pace tra palestinesi e israeliani. Naturalmente nessuno, nè a destra nè a sinistra, si è cacato se non di striscio tale documento che sembra scomparso nel nulla.
Io avevo allora salvato il documento del Patto di ginevra ma ho perso tutto quello che avevo nel mio computer e non lo trovo più, ad ogni modo QUI e QUI, nel sito dell'ulivo, ne hanno allora parlato.
geo
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#74   10 Febbraio 2008 - 11:15
 
N. non girare la frittata con islamofobia intendo il razzismo nei confronti dei musulmani (per lo più nei confronti degli arabi) che non puoi negare esista e stia dilagando. preferisci che dica arabofobia?, ok ma mi sembrava di attribuire tale macchi solo a certi sionisti :-), per questo ho usato islamofobia, per intenderci islamofobi sono ad esempio anche i leghisti che provvedono a cospargere di letame maialesco i luoghi dove deve sorgere una moschea, la stessa pratica nei confronti di una sinagoga non la definiresti antisemitismo?
Ad ogni modo per essere corretti basterebbe parlare di antisemitismo, infatti gli antisemitismi sono di tre tipi, chi odia gli ebrei, chi odia gli arabi e chi odia entrambi.
E poi potremmo tranquillamente usare solo il termine razzismo che di solito si scaglia contro le minoranze, meglio se più deboli.
geo
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#75   10 Febbraio 2008 - 11:54
 
@ georgiamada
Preferisco il termine arabofobia, ad esempio la Fallaci è arabofoba, ma non turcofoba (chissà perché ;-))
Applicare il termine antisemitismo agli arabi è artificiale, è come dire formidabile per qualcosa di spaventoso solo perché deriva dal latino formido che vuol dire spaventoso. Quindi appunto preferico il termine razzismo. Comunque questa è una discussione diversa. Guarda che io non ho mica negato il diritto di boicottare, ci mancherebbe ancora, mi limito solo a criticare ed esprimere le mie opinioni sul boicottaggio che secondo me è controproduttivo e anche sulla moralità di certi personaggi che lo sostengono. Prendiamo ad esempio questo sito , secondo me è veramente squallido hai visto in alto la vignetta? E come il sito il pane e le rose pubblica le interviste di shamir che è un antisemita nonostante abbia delle origine ebraiche e la cittadinanza israeliana. Su Ginevra sono al 100% d'accordo con te.
N.
utente anonimo

#76   10 Febbraio 2008 - 12:04
 
Hai ragione georgia a dire che non bisogna fare di tutta un' erba un fascio, hai nominato Meretz-Yachad che è appunto un partito che si definisce sionista di sinistra nonostante sia impegnatissimo per la pace e per i diritti dei palestinesi, mi hai fatto pensare al fatto che molti comunisti, finché Israele era uno stato praticamente socialista, tacevano e incantati ascoltavano Golda Meir quando diceva che i palestinesi non esistono. Poi quando Israele ha iniziato ad applicare politiche liberiste hanno iniziato a scatenarsi. Per carità non tutti, ci sono antisionisti da sempre e ci sono ultrasionisti anche nei partiti comunisiti (in ogni caso io ne ho conosciuto), ma questo da l'idea di quanto sia ideologizzato questo conflitto e a mio avviso questo non è un buon punto di partenza.
N.
utente anonimo

#77   10 Febbraio 2008 - 12:10
 
Per me il "boicottaggio" può essere solo, ed esclusivamente, non violento, altre forme non ne concepisco: ed è solo in questo tipo di pratica che posso riconoscermi.

Lo stesso dicasi, in quanto a pericolosità, in merito all'accusa infamante di antisemitismo che traspare da tanti interventi osceni letti in rete, e non solo, negli ultimi giorni, a partire dalla diffusione dell'appello di Mantovani. Quando persone come Beppe Sebaste, ad esempio, da sempre stimato e apprezzato, scendono ai livelli raggiunti in alcuni interventi su Lipperatura, vuol dire che siamo proprio alla frutta.

Ed è proprio questa deriva, tra l'altro, un indice significativo della faciloneria, della spocchia intellettuale e del pressappochismo con cui il testo è stato approntato e firmato: per quel che mi riguarda, e per ragioni che non sto a spiegare, la cultura ebraica mi sta a cuore, e la studio e la conosco, più di quanto stia a cuore a tutti i firmatari messi assieme.

E questa accusa era ampiamente prevedibile.

Butto lì una provocazione: cosa direbbero Montanari e co. se io me ne uscissi con un farneticante "gli estensori e firmatari dell'appello sono tutti al soldo dell'industria editoriale e devono leccare il culo di tanto in tanto, se no vengono esclusi dal circuito"?

Si incazzerebbero di brutto, vero?
Non quanto mi incazzo io, però, sentendomi dare dell'antisemita solo perché ritengo: l'invito alla fiera (mai termine fu più appropriato) una mossa propagandistica, di chiara matrice politica, altro che cultura; la fiera stessa una vetrina che esalta lo scippo di cultura che si perpreta ogni giorno in Italia nei confronti di chi ha scarse o nulle possibilità di accesso; che ritenere la letteratura un mondo a parte, separato dalla storia in cui l'evento si consuma, è criminalmente idiota; che la mancanza nel documento di qualsiasi accenno al genocidio che si sta consumando in Palestina è criminalmente osceno; che non me ne frega un cazzo della "cultura occidentale", mai come oggi in piena crociata, perché mi riconosco parte di una cultura umana, senza distinzioni.

Un saluto a tutti, in particolare a Lorenzo.

fm
utente anonimo

#78   10 Febbraio 2008 - 12:18
 
bene io lancerei una iniziativa: da ora in poi chiamiamo tutto razzismo e non se ne parli più, smettiamola di accusare di antisemitismo tutti quelli che hanno, anche solo qualcosa da ridire nei confronti di un qualsiasi ebreo, o di israele. Se è razzista chiamiamolo razzista, se è altro evitiamo di tirare in ballo epiteti che hanno connotazioni tragiche e diverse da quelle di oggi. E poi smettiamola anche di fare paragoni che non stanno nè in cielo ne in terra come ad esempio paragonare l'atto del blgger fuori di testa alle leggi razziali.
Cavolo l'ho letto sui giornali impazziti di ieri.
Insomma un blog è un blog e al massimo fa cazzate, uno stato è uno stato e fa leggi.
Solo che se oggi il linguaggio è così dequalificato che tutti, per farci capire, bisogna usare immagini e parole altosonanti e ad alto tasso di indignazione, sottolineando sempre un "senza riserve" ... beh così nessuno capisce più nulla e spendiamo energie ad amplificare tutto e a fare solo una disgustosa marmellata di cose giuste e cose ignobili.
Ci vorrebbe un azzeramento del linguaggio e ricominciare da capo :-).
Diciamolo: incazzarsi per l'invito di israele nella ricorrenza del sessantesimo è giusto, poi come uno si incazza o cosa fa per estrinsecare la propria incazzatura dipende da persona a persona, da gruppo a gruppo, da partito a partito, da linguaggio a linguaggio, da slogan a slogan.
Però sottovalutare la portata della cosa, aderendo ad appelli inutili e acritici, secondo me, NON è giusto.
N per il sito che segnali tu te ne potrei segnalare 100 (che ho incontrato in questi giorni) ancora peggio della parte opposta, lasciamo quindi stare i dettagli, prendiamo informazioni dove le troviamo, cerchiamo di capire, e poi comportiamoci come crediamo meglio.
geo
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#79   10 Febbraio 2008 - 12:28
 
Un saluto a tutti, in particolare a Lorenzo

:-))))) ah ah ah ... e dai fm :-) ... che sono 'ste smaccate e-preferenze parziali ? ;-)
geo
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#80   10 Febbraio 2008 - 12:49
 
@ fm
"Non quanto mi incazzo io, però, sentendomi dare dell'antisemita"

"che la mancanza nel documento di qualsiasi accenno al genocidio che si sta consumando in Palestina è criminalmente osceno"

Ti incazzi perché ti guardi come in uno specchio. I tuoi amici di hamas vittime del "genocidio" hanno tirato una pioggia di razzi kassam e ferito gravemente due bambini. Poi non ho mai visto una popolazione vittima di un genocidio che continua preferire a tenersi la moneta dello stato genocidario e che in cinquantanni è quadruplicata se non di più e che ha una delle speranze di vita più alte del mondo arabo.

@ georgiamada
Il terrorismo intellettuale è ormai la regola in tutte le discussioni anche in quelle neutre, basta dire ad un ecologista che nutri dei dubbi sulle eoliche (che in Germania stanno conducendo ad un aumento dell'energia termica e che oltre a rovinare il paesaggio ci si stanno facendo soldi sopra le multinazionali) che ti arriva una pioggia di insulti. Quindi finché non ci sono leggi che puniscono le opinioni (quello secondo me è il vero problema) ti danno dell'antisemita? Se non lo sei fregatene. Lo dice bene Sveva Haerter l'unica difesa dall'accusa di antisemitismo è non esserlo.
N.
utente anonimo

#81   10 Febbraio 2008 - 12:52
 
@ georgiamada
"N per il sito che segnali tu te ne potrei segnalare 100 (che ho incontrato in questi giorni) ancora peggio della parte opposta, lasciamo quindi stare i dettagli"

Ma io non sono mica "della parte opposta" ;-)

utente anonimo

#82   10 Febbraio 2008 - 12:52
 
commento al #77: "l'invito alla fiera (mai termine fu più appropriato) una mossa propagandistica, di chiara matrice politica, altro che cultura; la fiera stessa una vetrina che esalta lo scippo di cultura che si perpreta ogni giorno in Italia nei confronti di chi ha scarse o nulle possibilità di accesso; che ritenere la letteratura un mondo a parte, separato dalla storia in cui l'evento si consuma, è criminalmente idiota; che la mancanza nel documento di qualsiasi accenno al genocidio che si sta consumando in Palestina è criminalmente osceno; che non me ne frega un cazzo della "cultura occidentale", mai come oggi in piena crociata, perché mi riconosco parte di una cultura umana, senza distinzioni" (fm)


...consenso profondo con quello che pensi.


senza nome (SE il *diritto è il dare la voce a chi non ha voce*, la *cultura* è il divenire-voce di qualsiasi esclusione (soprattutto di quelle DEGLI ALTR*)
utente anonimo

#83   10 Febbraio 2008 - 13:22
 
Georgia, il saluto particolare a Lorenzo era dettato solo dal fatto che è da un bel po' di tempo che non lo incrocio in rete e, purtroppo, dal un bel po' che non si beve una birra insieme. E non vedo l'ora, anche per chiedergli ragguagli su un "Georgia, ti amo": giù le mani, Galbiati, c'è una coda lunga un chilometro e io sono da sempre in prima fila!!!

@ N.

Se permetti, i miei amici me li scelgo io, e stai pur certo che nel novero non entreranno mai quelli che tirano bombe su chiunque, a cominciare dai bambini: i morti palestinesi e quelli ebrei, tanto per restare nell'area, mi provocano lo stesso identico dolore.

Ma se dobbiamo discutere facendo la conta dei morti, io non ci sto: quello è un compito che lascio volentieri ai propagandisti da "libro nero" di arcoriana memoria. Se poi, per te, quello che si sta consumando nei territori e a Gaza non somiglia a un genocidio, non so che farci: ma non mi permetterei di dire che prendi informazioni dai tuoi "amici" del governo di Tel Aviv.

Tornando alla fiera (del capitale).
Credi, forse, che se al posto di Israele ci fosse stata la Cina, o l'Iran, le mie parole sarebbero state diverse?

Ecco quello che è davvero intollerabile, in rete e altrove: presumere di conoscere l'altro, e solo estrapolando una frase da un contesto che era ben chiaro: il mio rifiuto totale, senza se e senza ma, di un appello, sbagliatissimo, fatto da intellettuali (parlo di quelli che conosco) che, non per questo, ho smesso di stimare.

Un saluto a tutti, in particolare, stavolta, a Senza Nome.

fm
utente anonimo

#84   10 Febbraio 2008 - 13:23
 
Sinceramente se confronto il fondatore dei Gipsy King, il cui fratello è stato assasinato dal Mossad in Norvegia (lo avevano confuso con Ali Hassan Salamé) che ha perdonato l'imperdonabile e participato ad un concerto per la pace in Israele con certi commenti di intelettualo come Vattimo che al calduccio riparati dai Kassam sparano sentenze sugli Israeliani che sembrano diventati il popolo più osceno del mondo, mi rendo conto della pochezza e dello squallore ideologico che fa da cornice.
N.
utente anonimo

#85   10 Febbraio 2008 - 13:29
 
beh anch'io penso come fm, e non è forse quello che ho detto io fin dall'inizio qui e anche in NI dove credo di essere stata fra i pochi ad aver scritto nel post dell'appello: NON aderisco?
I primi sono stati diego, lorenzo e simona baldanzi e poi, dulcis in fundo, carla benedetti.
Poi aderire al boicottaggio è un'altro discorso, devo capire come verrà impostato, chi ne sono i promotori ... in rete c'è di tutto, anche cose che non mi piacciono punto.
Legittimo il boicottaggio, ma anche legittimo non aderire a tutti quelli che promovuono il boicottaggio o forse sarebbe meglio dire i diversi boy-cotta-ggi ;-)
geo
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#86   10 Febbraio 2008 - 13:33
 
ah ah ah ah ah ....

Un saluto a tutti, in particolare, stavolta, a Senza Nome

ah ah ah ah ah ...
ora non mi dirai anche che è tanto che non bevi una birra con senza nome, vero?;-)
ah, 'sto linguaggio cIfRATO! ;-)
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#87   10 Febbraio 2008 - 13:44
 
Bere una birra con Senza Nome? Finora non è mai successo, ma mi piacerebbe.

Sia chiaro, però, che dovendo bere una birra con qualcuno, e dovendo scegliere il qualcuno tra Georgia, Lorenzo e Senza Nome, ti lascio immaginare chi sono i due ("i") che licenzio in tronco. ;)

fm
utente anonimo

#88   10 Febbraio 2008 - 14:04
 
La storia del SudAfrica ci indica la strada per costringere Israele razzista e colonialista e giungere ad un compromesso di pace.
Non boicottare allora quel regime di apartheid fu considerato un pò come esserne complici,
cosa cambia oggi?

qui il nostro appello A FAVORE del boicottaggio:


http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1653


gradiremmo aggregare anche questo tuo post, insieme agli altri blogger, fateci sapere

guerrilla radio
utente anonimo

#89   10 Febbraio 2008 - 14:28
 
Georgia hai capito sei una complice di Israele perché non lo boicotti :-)
utente anonimo

#90   10 Febbraio 2008 - 14:33
 
vittorio io l'ho gia detto non aderisco ad appelli (o per lo meno lo faccio rarissimissimamente), nè in appoggio, nè di boicottaggio. Non è che lo faccia per ignavia ma solo perchè non riesco mai a riconoscermi in alcuno spazio, c'è sempre qualcosa che non mi va. E aderire tanto per aderire non mi sembra sia onesto.
Diciamo che sono contro l'appello che circola in rete contro il boicottaggio, mentre NON sono CONTRO il bocottaggio, però aderire è ben altra cosa.
Naturalmente il mio blog è sempre aperto per far circolare documenti e informazioni sull'iniziativa degli scrittori giordani e altro e anzi ti sarei grata se ci tesessi informati.
Poi se dovesse esserci una contro fiera magari all'interno dello stesso salone del libro o nelle vicinanze potrei anche vincere la mia proverbiale pigrizia e venirci per conoscere finalmente una parte di mondo letterario che ci è quasi del tutto sconosciuto e che per lo più è volutamente oscurato se non addirittura sminuito e svalorizzato ... certo una fiera del genere la seguirei con il più grande interesse cosa che non faccio mai verso i saloni del libro, che non mi hanno mai molto emozionato.
geo
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#91   10 Febbraio 2008 - 14:53
 
un abbraccio a te francesco,
(fm)
ti ho salutato su NI ieri,
e per la birra, scrivo subito una email a ruggero solmi... ;-)

inviteremmo anche te, georgia,
ma a parte la distanza, se non ricordo male vuoi rimanere un'entità virtuale, che peccato...
vista la fila di aspiranti amanti non sei per nulla lussuriosa...

a presto, tra un po' vado a tango.
Lorenz
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#92   10 Febbraio 2008 - 15:30
 
scusatemi ho cancellato un mio commento che riporto qui sotto (avevo fatto un errore così grosso che prima che me o correggeste ... ho preferito farlo da sola, sperando che sia passato inosservato :-)))
geo

91 10 Febbraio 2008 - 14:41
#89 nessuno ha detto una cosa del genere, dove l'hai letta? :-)
Ad ogni modo io non compro pompelmi jaffa e avocadi da un pezzo :-)
Ad ogni modo gli altri penseranno di peggio ... che sono complice di bin laden perchè non sono contro il boicottaggio ;-).
A proposito del boicottaggio al sudafrica che ebbe un grande effetto, mi ricordo che Fortini, in pieno boicottaggio, accetto l'invito di una università sudafricana e fu molto criticato ... le sue motivazioni però, anche se allora non le ho condivise, mi sono sempre rimaste impresse.
E poi non ho detto che non aderirò mai al boicottaggio ho solo detto che per ora sono in e-pochè;-)
geo
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#93   10 Febbraio 2008 - 15:33
 
commento al # 86: "ora non mi dirai anche che è tanto che non bevi una birra con senza nome, vero?;-)
ah, 'sto linguaggio cIfRATO! ;-)" (geo)


...bhe, geo, non credere mai a quello che appare in rete! Già la *apparenza* nella *realtà* è ALQUANTO problematica (la *maschera-del-volto* cela proprio l'assenza di sè...), figurati in un set digitale dove a *presentarsi* è solo una serie di lettere-senza-volto...

Tu non immagini quanti *VERI* backstage esistono tra coloro che poi si incrociano facendo finta di nulla in rete...

Per esempio, io non so se un certo *fm* è magari un ingegnere o un *umanista* che, magari, abita al piano sopra al mio!

Magari l'ho incontrato/a e ci siamo pure salutati...Oppure...

senza nome (una birra insieme ? Volendo strafare nell'ermeneutica: concordare su un pensiero profondo non è scambiarci qualche goccia di oppio benefico ? Altro che birra! ah ah ah)
utente anonimo

#94   10 Febbraio 2008 - 15:42
 
solmi? OH MY GOD!
lorenzo non credo di essere lussuriosa semmai ... romantica però la birra non mi piace, preferisco il barolo e non mi piace neppure solmi
Entità virtuale però è bruttino. Nei Basi di dati le entità sono oggetti caratterizzati da uno o più attributi
Beh ... al massimo voglio restare gEorgia che non è un oggetto caratterizzato da attributi, ma semmai un essere pensante dietro un monitor.
geo
Lorenzo hai ricevuto i miei PV dove ti mandavo i link richiesti? li ho mandati al nick pistorius.
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#95   10 Febbraio 2008 - 15:47
 
beh senza nome, fm non è anonimo in rete, ha nome cognome e blog, è anche un bravissimo poeta (uno dei pochi) se tu lo avessi incontrato lo sapresti
geo
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#96   10 Febbraio 2008 - 18:52
 
???


perchè, nella tua città, i "bravissimi poeti" ce lo hano scritto in faccia ?

;-)

Sai quante persone mi hanno fermato, magari ad una conferenza o ad una manifestazione pubblica, chiedendomi: "Ma tu hai un blog ?" ?

ah ah ah

senza nome
utente anonimo

#97   10 Febbraio 2008 - 20:41
 
più che altro nella mia città ad una conferenza o ad una manifestazione pubblica ci si presenta con nome, a volte cognome, mai come blog ;-)
geo
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#98   10 Febbraio 2008 - 20:59
 
Ricevuto geo, ma non ho ancora aperto i link.
lorenz
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#99   10 Febbraio 2008 - 21:00
 
???

geo, intendevo che con l'attivismo mediatico-bloggesco che c'è in giro, spesso molta gente non associa la tua *vera* persona al nick con cui, magari, ha discusso-chattato-condiviso etc...

Ipotesi (narrativamente alquanto proficua): che ne sai se *io* (quello vero) e *te* (quella vera) non ci siamo incontrati da qualche parte e, magari, ci siamo pure piaciuti...

ah ah ah

senza nome
utente anonimo

#100   11 Febbraio 2008 - 02:25
 
geo
(premesso, non ho letto tutti gli ultimi cambiamenti)

hai già visto e nel caso citato questo:
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1653

c'è un articolo e un elenco di bloggers (in progress) che sostengono di boicottare.
Lorenz
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#101   11 Febbraio 2008 - 10:26
 
lorenzo si ho visto, e ho anche risposto che io non aderisco, per ora, ad appelli ne a afavore ne per boicottare.

A me piacerebbe invece che venisse fatta una contro fiera con tutti i libri dei palestinesi, e degli israeliani non presenti al salone, una contro fiera nel sessantesimo della nakbah, a cui potrebbero partecipare anche, scrittori della fiera come grossman e oz (sempre che a torino ci siano).
Il tutto finanziato dagli stessi che finanziano la fiera, magari all'interno dello stesso lingotto, insomma una contro fiera come un atto dovuto ... tra l'altro sarebbe anche una bella pubblicità per la città di torino.
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#102   11 Febbraio 2008 - 12:16
 
l'idea di georgia di una contro fiera mi sembra ottima, importante.
il punto non è la cultura ebraica, il punto è la NAKBA.
v.
utente anonimo

#103   11 Febbraio 2008 - 14:10
 
punto informatico spiega con precisione, e una punta di ironia, la storia della lista
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#104   11 Febbraio 2008 - 17:45
 
bene, confrontate l'articolo di punto informatico (al commento 103) e questo della repubblica, Identificato il luogo da cui è partita la lista nera dei prof ebrei, uno dei più grandi quotidiani nazionali, datato anch'esso 11 febbraio, ambedue parlano della lista dei professori, solo che il primo ci spiega per bene cosa sia successo, e la repubblica, oltre a fare allarmismo, non ci spiega un bel niente e rimastica le solite notizie prefabbricate e rimasticate che valgono per tutto e per niente.
Ma dove vivono i giornalisti? come scrivono i loro articoli? mettono mai in moto le cellule per dar vita a qalche collegamento, far uscire qualche ipotesi, qualche ideuzza?
Ormai sanno solo dire le cose più banali e scontate, che in fondo ci potremmo raccontare anche da soli anche solo guardando il soffitto o il muro come il personaggio di Beckett del film Film
geo
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#105   11 Febbraio 2008 - 18:05
 
commento al commento precedente: "Ma dove vivono i giornalisti? come scrivono i loro articoli? mettono mai in moto le cellule per dar vita a qalche collegamento, far uscire qualche ipotesi, qualche ideuzza?" (geo)


uhhh quante legittime domandine!!

"Dove vivono i giornalisti ?"

In un paese illusorio raccontato ad usum capitale imperiale.

"Come scrivono i loro articoli ?"

Col pc e una linea adsl. Un abbonamento alle agenzie internazionali (i *VERI* centri delle menzogne globali) e ...vai! Un po' di letteratura, qualche citazione (anche mitologica, fa colpo!)...e tanta, tanta fantasia al potere!


"mettono mai in moto le cellule per dar vita a qalche collegamento, far uscire qualche ipotesi, qualche ideuzza?"

NO.
Si tratta di arrivare alla fine del mese e farsi riconfermare il contrattino fiduciario col capo-redattore o padrone editoriale. Poi chissenefrega della deontologia e dei bei discorsi sulla *democrazia dell'informazione*!

ah ah ah

senza nome
utente anonimo

#106   11 Febbraio 2008 - 18:42
 
ma no, senza nome tu la metti sempre troppo facile :-) e poi generalizzi sempre e credi che tutto sia spiegabile con quel tuo fastidioso ad usum capitale, come se tu invece vivessi in meccanismi diversi, fossi fuori chissà da quale usum, in quale mai eldorado di purezza.
No, la risposta è che non mettono mai in moto le cellule :-) ad qualsiasi usum siano diretti, e spesso non le metti in moto neppure tu. A ragionare come fai tu, che ad ogni domanda ci sia sempre una risposta precostituita sempre la stessa per ogni uso e occasione, poi si diventa come la maggior parte dei giornalisti di oggi :-)
Ad esempio anche girolamo de micheli che pensa come te, anzi direi che spessissimo dice, su carmilla, le stesse cavolate che dici tu, ha scritto un articolo il 9 di febbraio su Liberazione, 9 febbraio, pp. 1, 3, che fa veramente ridere. Eppure è anche uno che vive nel web, gli sarebbe bastato cercare con google e avrebbe trovato il sito incriminato del pazzo (che a quanto pare ne ha un altro del tutto in funzione), avrebbe trovato l'elenco dei professori (elenco di per se non certo antisemita) sulla pagina del corriere, in coda ad un appello contro il boicottaggio del 2005, e soprattutto avrebbe evitato di costruirci una romanzo allarmistico sopra :-).
Tra l'altro il pazzo del sito è per me pericoloso perchè mette in rete immagini splatter e sanguinolente, al limite della horror-pornografia che vanno per la maggiore, secondo me c'è un vero spaccio di foto che provengono dagli obitori, ricordo che qualcuno fece addirittura un libro delle immagini più orride di guerra (ora non ricordo quale) e tutti a recensire entusiasti il libro in rete e a farlo circolare ... beh il pazzo antisemita (antislamico, ma nessuno lo dice) è uno appassionato di foto sanguinolente proprio come loro.
geo
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#107   11 Febbraio 2008 - 19:19
 
poi con tutti gli articoli che gli hanno dedicato, con tutta la pubblicità che gli hanno fatto, a quel blog, è stato più letto in questi tre giorni che in tutta la vita.
Poi inutile scrivere che il blog è stato oscurato, se poi rimane per mesi la copia cache. Ma che ci prendono per sottosviluppati i giornali? o lo sono loro?
E questa visibilità (a chi non l'aveva) non è bene, perchè alla fin fine viene fatto di uno zozzone razzista, uno che viene letto, cosa che altrimenti non sarebbe venuta in mente a nessuno. Non vedo perchè le isterie dei giornali hanno dovuto dare un pubblico a chi prima non lo aveva, nè mai se lo sarebbe conquistato.
Ma forse era proprio la visibilità che voleva chi ha denunciato con il solito tono sopra le righe di chi lancia allarmi di catastrofi imminenti. Forse andava sollevato il solito caso sull'antisemitismo, per affiancare lo scock provocato al boicottaggio della fiera.
Insomma ragazzi lo vogliamo capire (da tutte le parti) che con tutti 'sti isterismi, allarmismi, disfattismi, sindrome della distruzione e del linciaggio, facciamo solo danni?
geo
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#108   13 Febbraio 2008 - 00:00
 
Guerre culturali: Boicottare la Fiera del Libro di Torino?

[..] 1. FORUMPALESTINA Dibattito sul boicottaggio della Fiera del libro di Torino dedicata a Israele Un documento esplosivo e rivelatore sull'edizione 2008 della Fiera del Libro di Torino [..]
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#109   13 Febbraio 2008 - 22:33
 
non so se l'hai già visto, te lo segnalo cmq visto che mi pare interessante:

http://salamelik.blogspot.com/2008/02/israele-la-fiera-e-le-polemiche.html

ciao
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#110   14 Febbraio 2008 - 08:00
 
grazie filomeno, l'avevo visto, lo ha segnalato diego in nazione indiana e poi effeffe lo ha postato nella home di NI, le cose che dice sherif (improvvisamente diventato un astuto politico) però non mi convincono e l'ho scritto in un commento nel post de Il muro del salone.
geo
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#111   15 Febbraio 2008 - 15:09
 
Sul Corriere della sera del 1 febbraio 2008, p. 57 Vera Schiavazzi scrive:
[...]
"Cauta e istituzionale è anche in questo senso la posizione israeliana: è vero che da Gerusalemme, attraverso l'ambasciata italiana, è arrivato per primo, mesi fa, l' invito a promuovere la presenza di Israele (che avrà un proprio stand nazionale alla Fiera come tutti i Paesi che lo hanno preceduto, in coincidenza tra l' altro, con il 60° anniversario della fondazione dello Stato), ma è vero anche, come ha detto con chiarezza il ministro pleinipotenziario dell' Ambasciata d' Israele a Roma, Elazar Cohen, che «non verremo a Torino per mostrare i muscoli, ma per far conoscere la nostra cultura, che spesso rischia di passare in secondo piano a fronte dei problemi politici».
[...]
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