
quella della foto non sono io ma potrebbe essere la mia anima su cui pattino, tracciando strappi di parole, alla ricerca della superficie proibita che il potere nasconde in false profondità.
[è chiaro che la foto a cui mi riferivo ora non c'è più, è scomparsa per motivi tecnici di splinder e ora che lo spazio per la foto è diventato troppo piccoli inutile rimetterla perchè si vede malissimo. Prima o poi cambierò anche il commento]
utente anonimo in TRONK-ARTfoto di geo...
iltrenoavapore in ControfieraFoto dall...
utente anonimo in ControfieraFoto dall...
gdc in ControfieraFoto dall...
saldan in ControfieraFoto dall...
saldan in ControfieraFoto dall...
utente anonimo in ControfieraFoto dall...
utente anonimo in ControfieraFoto dall...
utente anonimo in ControfieraFoto dall...
gdc in ControfieraFoto dall...
absolutepoetry
Anna Setari
Arcoiris.tv
ariadni
Artemisia
associazione donne giuriste
Azioneparallela
bellaciao
blanc de ta nuque
carmilla
casa internazionale delle donne
catepol
centropacecorrie
Circolo Pasolini Pavia
civile.it
ControViolenzaDonne
costituzione europea
Costituzione Italiana
CTI, coordinamento teologhe italiane
Darwish
DeA, donne e altri
diario
diotima
Edward Said
Error403
Falluja, la strage nascosta
fausto concer
feaci poesia
Feministische Studien
femminismo a sud
filosofia
genseki
gipi, baci dalla provincia
giulio mozzi
giuriste d'Italia
handala
Hannah Arendt
haramlik
Hippolyte Bayard
I care
I demoni
i miserabili
IAPh
igort
il paese delle donne
Il primo amore
Il vapore del treno
in sonno e in veglia
inanimate alice
indymedia
informationguerrilla
Introduzione alla linguistica generale
JuraGentium
kelebek
kelebek, blog
l*ernesto
La dimora del tempo sospeso
la poesia e lo spirito
Lager italiani
lello voce
Leopardi a Birmingham
letteratura e dintorni
libera università delle donne
Libertaria
libreria delle donne di milano
libreria delle donne Firenze
librerie delle donne in Italia
lipperatura
ListaSinistra
Lista_di_geopolitica
Lo straniero
lotta continua
LSDI
macchianera
mahalla
materiali resistenti
matri-x
megachip
mele marce
Mezzocielo
mirumir
misna
mompracem
MrPol
nacion apache
nazioneindiana
nondasola
NRDC
nuvole apatiche
pagine viaggianti
parliamone
parolevaligia
passispietati
peacelink
Pier Paolo Pasolini
pirori
PrimumVivere
punto informatico
RadioAlt
Rainews24
Rassegna Stampa Camera
ricreazione
robert fisk
salamlik
salenegliocchi
Salviamo la Costituzione
santasubito
Schiena diritta
sguardo mobile
SIS società italiana delle storiche
sistema universitario pisano
societa delle letterate
solo-in-linea
spartaus
stop alla bolkestein
Sui-Generis
tabard blog
tabard rivista
talib
tellusfolio
temporis
topo rififi
treno a vapore
Tunga!
una città
Unione femminile nazionale
Universo Poesia
untitled editori
uruknet
usciamo dal silenzio per la 194
V.M.O
Vento d'oriente
vibrisse
yuri del bar
zabrinskypoint
zibaldoni e altre meraviglie
oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
1968 e dintorni
agaragar
aldrovandi
alfonso berardinelli
amelia rosselli
anna maria ortese
antonio moresco
apicella
arte fumetto e graphic novel
blog
blogger narrativa
bloggerie
calcio
canzoni
carmelo bene
cervello
cesare pavese
che guevara
cinema
clima
controfiera del libro
coriandoli
costituzione
crimini
critica intelligente
cronache romane
céline
daniel amit
danièle huillet
dante
diariocoipattini
diego garcia
doris lessing
economia
elezioni
elsa morante
femminismi
fiamme di protesta
filosofia
fiori
fiori della memoria
fotoritocchi
foucault
fratelli rosselli
georgiano
gianni celati
giorgio agamben
giorgio di costanzo
giuliana sgrena
gramsci
hannah arendt
ibrahim nasrallah
identità di specie
ingeborg bachmann
ingrid coman
italo calvino
josef winkler
la vipera
leggi
letteratura
letteratura palestinese
letteraturavirtuale
libri
linguaggio
listasinistra
livia candiani
magda szabò
mahmud darwish
marina mariani
max ernst
mcluhan
mustafa barghouthi
nadia anjuman
niccolai
noir
orrore
partigiane
pasolini
patrizia vicinelli
pattinate e scivolate
poesia visiva
poesie
polemiche
politica
politicalgossip
precisazioni
preti
primo levi
pubblicità
razzismo
religioni
resistenze
ricette
ricordo
riviste
robbe-grillet
rom
romanticismo e splatter
saviano
segnalazioni
simona baldanzi
sofri
sogni bis sogni e cose reali
sonosolocanzonette
splatter
storia
stronzate
surrealisti
tibet
tondelli
traduzioni
video
vignette
virtuale
wutheringbar
visitato *loading* volte
Salone del libro
intervista a
Benny Ziffer

E' obbligo segnalare che l'ambasciata israeliana ha smentito di aver mai fatto firmare tale foglio agli scrittori, ma l'ambasciata non brilla certo per amore della verità :-).
Anche Amos Oz smentisce di aver ricevuto le raccomandazioni di cui parla Haaretz.
«Non saremmo qui se fosse vero» afferma. (cfr Massimo Nava, «Il boicottaggio punisce gli arabi», Corriere della sera, 15 marzo 2008).
Io credo ad Oz, ma nello stesso tempo credo anche a Ziffer che non vedo perchè avrebbe dovuto inventarsi una cosa simile. E' più probabile che tale raccomandazione non sia stata fatta ai tre principali scrittori per evitare che fossero costretti a non essere presenti con grande danno per l'immagine dello stato israeliano.
Poi vi segnalo una intervista su Reset (che mi ha inviato agaragar) di Amara Lakhous a Ernesto Ferrero, l'organizzatore del salone del libro di Torino, sulla cui buona fede io non ho dubbi ma che sembra un po' male informato. Infatti scrive: "Ci saranno storici come Zeev Sternhell e Ilan Pappé, di cui credo tutti conoscano le tesi. Proprio in questi giorni abbiamo invitato anche Jamil Hilal e Farouk Mardam Bey, il bravissimo direttore della collane arabe di Actes Sud".
Ora tutti sappiamo che Ilan Pappe si è rifiutato di andare al salone del libro di Parigi, come ha scritto mirumir, riportando una sua lettera, sembra quindi molto improbabile che, se le cose rimangono quelle di ora, venga a Torino. E in quanto a Jamil Hilal ha, sempre su Reset, duramente smentito Ferrero. E ora vi posto l'intervista a Ziffer (georgia)
Benny Ziffer: “Siamo rappresentati male”
Perché è giusto boicottare
PARIGI: “In Europa avete un’dea sbagliata della letteratura israeliana. O meglio una visione superata”.
Tra gli intellettuali più iconoclasti di Israele, Benni Ziffer non rinuncia mai al gusto della polemica: Responsabile del supplemento culturale di Haaetz, anch’egli scrittore e poeta, è stato tra i primi, e pochi, promotori israeliani di un appello al boicottaggio del Salone del libro di Parigi. “Spero che prima di Torino – dice- rifletterete su quello che è successo:
Cosa non le va bene in questa celebrazione?
Il pluralismo linguistico della nostra produzione letteraria è stato ignorato.
Sappiamo che da no ci sono titoli in arabo, yddish, russo, polacco, francese: Perché non tenerne conto? E’ l’ideologia sionista nella sua interpretazione più ottusa. Inoltre gli scrittori della delegazione ufficiale hanno dovuto firmare un foglio in cui si impegnano a non criticare la politica del governo israeliano. E questo, francamente, sarebbe scandaloso per qualsiasi paese.
Eppure intellettuali pacifisti come Oz, Eppure intellettuali pacifisti come Oz, Yehoshua e Grossman non sono certo filo-governativi.
Loro non lo sono, ma partecipando a questa buffonata diventano la foglia di fico di questa operazione di propaganda. Sono molto deluso. Speravo che i nostri autori non si intruppassero in questo modo in cambio di un po’ di promozione … Purtroppo i giovani scrittori israeliani sono apolitici, sono portavoci di una visione del mondo “consolatoria”.
C’è però una straordinaria varietà di titoli
Nell’insieme la letteratura israeliana mi sembra arretrata, banale, senz’altro in ritardo sull’innovazione stilistica di altri paesi: Forse è per questo che a vi europei piace, la trovate nostalgica ed esotica.
Promuovere il boicottaggio insieme a regimi come l’Iran non la imbarazza?
Assolutamente: Sarebbe ancor più pericoloso lasciare il monopolio della critica ai nostri nemici.
Haaretz è però un esempio dell’eccezionale vitalità di dibattito intellettuale nel paese, non trova?
Sempre meno. La generazione degli anni Sessanta, scrittori come Oz o Grossman, e poi i nuovi storici, sentivano la responsabilità morale delle idee. Dopo la seconda Intifada, anche loro hanno provato una sorta di disperazione, di resa. I giovani, come dicevo, sono addirittura in fuga davanti a una qualsiasi forma di impegno.
A.G. [Anais Ginori]
La repubblica, 15 marzo 2008, p. 59
